Salute
Un nuovo studio per produrre un vaccino antinfluenzale universale

Il vaccino antiinfluenzale deve essere riformulato ogni anno, per tener conto delle mutazioni dei virus, e non garantisce copertura ottimale per tutti i soggetti. Proprio per questo, gli scienziati del MIT e del Ragon Institute of MIT, MGH e Harvard stanno cercando di realizzare un nuovo tipo di vaccino che potrebbe essere in grado di difendere i soggetti da qualsiasi ceppo influenzale.
Maggiori dettagli sul nuovo vaccino
Il vaccino in questione viene descritto dal team di ricerca come un vaccino in grado di generare una risposta del sistema immunitario contro un segmento proteico influenzale che muta molto raramente, ed è costruito con particelle rivestite di proteine influenzali che abituano il sistema immunitario a generare gli anticorpi necessari a combattere l’influenza.
Infatti, la maggior parte dei vaccini antiinfluenzali attualmente in commercio, è realizzata utilizzando virus influenzali inattivati, rivestiti da una proteina (l’emoagglutinina o HA), che aiuta tali virus a legarsi alle cellule dell’organismo. In seguito alla somministrazione del vaccino, il sistema immunitario produce numerosi anticorpi che “attaccano” la proteina HA, in genere la “testa” e non lo stelo.
Lo studio del team di ricerca si è basato sulla comprensione del motivo di questo “attacco” del sistema immunitario, cercando di portare l’attenzione, invece, sullo stelo. Se ciò riuscisse a realizzarsi, si potrebbe creare un vaccino in grado di produrre “anticorpi neutralizzanti ampiamente”, e di essere quindi reattivo per qualsiasi ceppo influenzale.
“Abbiamo ipotizzato che la geometria della superficie del virus potrebbe essere la chiave per la sua capacità di sopravvivere proteggendo le sue parti vulnerabili dagli anticorpi“, hanno spiegato gli scienziati, e proprio per questo hanno simulato la dinamica molecolare, ed in particolare il processo definito maturazione dell’affinità degli anticorpi. I modelli generati al computer, sono stati poi applicati ad un vaccino a nanoparticelle, che attualmente è in fase 1 di sperimentazione clinica.









