Salute

Una ricerca sulla dieta mediterranea e le abitudini alimentari durante la quarantena Covid

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Abbiamo scoperto che il Crea, Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria, ha pubblicato nel suo Osservatorio sugli sprechi alimentari una ricerca molto importante dal titolo L’impatto dell’emergenza Covid 19 sulle abitudini alimentari degli italiani. Il periodo di studio è stato analizzato tra marzo e aprile 2020. È emerso che tantissime famiglie anche con bambini non erano abituati alla dieta mediterranea per alcuni eccessi alimentari come ad esempio le grandi quantità di carne rossa oppure di dolciumi.

Di cosa si compone la dieta mediterranea

L’O.e.r.s.a, che ha raccolto i dati attraverso le interviste, indica questi elementi come caratteristici della dieta mediterranea: olio extravergine d’oliva per condire, 1-2 porzioni di frutta al giorno e 2-3 porzioni di verdura, consumo di cereali, basso consumo di burro e bevande zuccherate, 2 porzioni di legumi, 2 porzioni di pesce, 1-2 bicchieri di vino al giorno, 1,5 litri di acqua al giorno.

Ecco che cosa è successo durante la quarantena Covid di marzo e aprile

I dati più importanti riguardano però la quarantena di marzo e aprile che ha stravolto le abitudini di vita, migliorandone alcuni aspetti. Ecco quali elementi vengono indicati dalla ricerca.

  • Gli aspetti salutari della cucina mediterranea sono stati preferiti in un momento di scarsa attività fisica, difficile reperimento del cibo a causa delle lunghe code ai supermercati, il rischio dell’aumento di peso stando molto a casa e dovendo rinunciare a passeggiate lunghe e anche all’andare al lavoro magari senza macchina o in bicicletta.

Secondo la ricerca, i cambiamenti alimentari e di stile durante la quarantena hanno portato a:

  • sperimentare nuovi alimenti (61%) e ricette (27%);
  • maturare abitudini sostenibili alla raccolta differenziata (85%) e alla conservazione di alcuni elementi acquistati in eccesso (81%),
  • mangiare gli avanzi (76%);
  • la quarantena ha fatto riscoprire l’importanza degli spuntini (19%) e la necessità di migliorare le proprie abitudini alimentari (23%).

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