Unione Europea supporta la realizzazione del Santuario dei cetacei italiano

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La Commissione Europea ha dato parere positivo per far diventare finalmente operativo il Santuario dei cetacei, un’ampia area marina, che in Italia coinvolge Toscana, Sardegna e Liguria.

Così, lavorando in rete con Principato di Monaco e Francia, nonché con altri partner coinvolti nello stesso settore, l’Italia potrebbe finalmente dar vita a questo progetto, che si avvarrebbe dei fondi dell’Unione Europea per la propria riuscita. Si tratta di una cifra considerevole, pari a 537 milioni di euro, stanziati a favore degli affari marittimi e la pesca, nel periodo compreso tra il 2014 e i sei anni successivi.

La Carta di partenariato col Santuario Pelagos, al momento, è stata siglata da 22 Comuni liguri e più specificatamente da Andora, Bergeggi, Bordighera, Borgio Verezzi, Camporosso, Celle Ligure, Cervo, Chiavari, Cipressa, Costarainera, Diano Marina, Finale Ligure, Imperia, Laigueglia, Noli, Ospedaletti, San Lorenzo al Mare, San Bartolomeo al Mare, Spotorno, Taggia, Vallecrosia e Vernazza.

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L’obiettivo dell’intervento è quello di continuare ad eseguire le buone prassi introdotte dal Santuario Pelagos, così da riorganizzare gli spazi marittimi, in funzione di progetti di pesca sostenibile e di eco turismo, senza andare ad intaccare oltre il già abbastanza martoriato habitat locale.

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Il Progetto Pelagos ha avuto avvio tra il finire degli anni Ottanta e l‘inizio degli anni Novanta, quando è stato deciso di realizzare un santuario marino a tutela dei cetacei, particolarmente numerosi nel tratto di mare antistante la Liguria. Il 22 marzo 1993 è stato siglato da Italia, Francia e Principato di Monaco il documento vero e proprio di creazione del Santuario Internazionale dei Cetacei del Mar Ligure e, sei anni dopo, il progetto si è trasformato in realtà.

E’ lo spazio marino corso-ligure-provenzale a rappresentare il cuore pulsante del Santuario; qui, infatti, vivono alcuni dei più grandi giganti della nostra parte di mondo. Balenottere, capodogli, delfinigrampi, globicefali e stenelle striate sono solo alcune specie di mammiferi, che scorrazzano libere, all’interno di questo mini paradiso liquido a loro dedicato, che si estende per circa 96.000 metri quadri.

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In questo periodo e per tutta la stagione estiva è possibile prendere parte a visite guidate del Santuario, nel corso delle quali è, allora, consentito praticare il whale watching, ossia l’osservazione diretta dei mammiferi marini all’interno del loro habitat naturale. Ci si muove in battello, prenotando anticipatamente, e bisogna rispettare un ferreo codice comportamentale, per non disturbare gli animali.

Un’occasione speciale, se non unica. Per una volta andiamo noi incontro ai nostri amici nei loro spazi aperti, piuttosto che ridurci ad imprigionarli nei nostri spazi chiusi, come avviene nei delfinari di ogni parte del mondo.

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