Vaccini: obbligatori per andare a scuola

Al bando le prenotazioni dei vaccini

vaccinazione

Senza i vaccini richiesti per legge non si potrà andare a scuola. Per entrare in scuole per l’infanzia ed asili nido è necessario avere il “certificato che attesta l’avvenuta vaccinazione“. Resta aperta la possibilità di recarsi alle asl e completare l’iter richiesto.

Aule chiuse per i bimbi non vaccinati

A due anni dall’entrata in vigore del decreto “vaccini” dell’ormai ex ministro Beatrice Lorenzin, sono scattati gli stop. Per gli asili nido DIVIETO assoluto di ingresso nelle strutture. Per le scuole dell’infanzia il discorso è diverso. Si può andare a scuola, ma scatteranno le sanzioni. In Lombadia non sono stati ammessi più di 17 mila bambani tra i due e i cinque anni. Il 5% del totale di quella fascia di età. E così basta rinvii, se non si è in regole con le vaccinazioni, non si entra a scuola.

Quali sono i vaccini obbligatori?

I vaccini non sono tutti obbligatori, alcuni solo volontari ed a discrezione dei genitori. Quelli però obbligatori è bene ricordarli: anti-poliomelitica; anti-difterica; anti-tetanica; anti-epatite B; anti-pertosse; anti Haemophilusinfluenzae tipo B; anti-meningococcica B; anti-meningococcica C; anti-morbillo; anti-rosolia; anti-parotite; anti-varicella. Queste vaccinazioni sono obbligatorie dai nati dal 2017 in poi. Attenzione, da quest’anno non basta più la semplice prenotazione dell’appuntamento presso l’asl. Il vaccino deve essere stato fatto al bambino e in possesso dei genitori nell’apposito libretto sanitario.

E quelli nati in altri anni?

Il testo normativo, fa alcune distinzioni che devono essere ben osservate,  in relazione all’anno di nascita. Ai nati dal 2001 al 2016 devono essere somministrate le vaccinazioni contenute nel Calendario Vaccinale Nazionale relativo a ciascun anno di nascita. Precisamente:

  • 2001 al 2004, devono effettuare le quattro vaccinazioni già imposte per legge. E sono (anti-epatite B; anti-tetano; anti-poliomielite; anti-difterite) e l’anti-morbillo, l’anti-parotite, l’anti-rosolia, l’anti-pertosse e l’anti-Haemophilus influenzae tipo b, raccomandate dal Piano Nazionale Vaccini 1999-2000
  • 2005 al 2011, devono effettuare, oltre alle quattro vaccinazioni già imposte per legge, anche l’anti-morbillo, l’anti-parotite, l’anti-rosolia, l’antipertosse e l’anti-Haemophilus influenzae tipo b, previsti dal Calendario vaccinale incluso nel Piano Nazionale Vaccini 2005-2007
  • 2012 al 2016 devono effettuare, oltre alle quattro vaccinazioni già imposte per legge, anche l’anti-morbillo, l’anti-parotite, l’anti-rosolia, l’anti-pertosse, l’anti-Haemophilus influenzae tipo b e l’anti-meningococcica C, previste dal Calendario vaccinale incluso nel Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2012-2014
  • i nati dal 2017, devono effettuare, oltre alle quattro vaccinazioni già imposte per legge, anche l’anti-morbillo, l’anti-parotite, l’anti-rosolia, l’anti-pertosse, l’anti-Haemophilus influenzae tipo b, l’anti-meningococcica C, l’antimeningococcica B e l’anti-varicella, previste dal Calendario vaccinale incluso nel nuovo Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2017-2019 

Perchè l’obbligo dei vaccini?

Molti non sanno che le vaccinazioni hanno un effetto positivo, non solo su i vaccinati,ma sull’intera società. Alcune malattie infettive, come ad esempio la poliomielite, nel nostro Paese sono completamente scomparse per effetto della vaccinazione, altre sono vicine all’eliminazione, come la difterite, il morbillo, e la rosolia. Più persone sono vaccinate, più è alta la possibilità di debellare quella specifica malattia. La teoria dell’immonità di gregge dice proprio questo.  Nessun vaccino, infatti, ha un’efficacia del 100%. Ma se la percentuale di persone vaccinate supera una certa soglia. Ed è vicina a questa percentuale, l’agente infettivo non può più circolare.

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