Image

Vaccino: a pochi giorni dal V-day si va verso l’obbligatorietà

Il V-day è stato solo 2 giorni fa, ma a causa della grossa percentuale di personale sanitario che ha rifiutato di sottoporsi al vaccino, il Governo sta meditando sulla possibilità di imporre la sua obbligatorietà, almeno per “il personale sanitario“, ha osservato Agostino Miozzo.

Se infatti il trend di no-vax riscontrato nella poplazione medico sanitaria dovesse riscontarsi anche nel resto della popolazione, ciò comporterebbe un rischio non indifferente: non si potrebbe raggiungere quella percentuale del 60% di popolazione vaccinata, che è indispendabile affinchè possa aversi l’immunità di gregge. In parole povere, una bassa percentuale di popolazione vaccinata sarebbe perfettamente inutile, e il virus continuerebbe a circolare liberamente mietendo vittime e portando gli ospedali in sovraccarico.

A fronte di queste possibilità, si sta dunque meditando circa una obbligatorietà del vaccino e per tali ragioni sono stati consultati dei costituzionalisti, che possano far luce sulla questione.

Secondo Michele Ainis, giurista e costituzionalista, rendere obbligatorio il vaccino per tutti o meno, “è una scelta politica, che compie la maggioranza di governo, e che la Costituzione autorizza, in presenza però di alcune cautele”.

L’articolo 32 della Costituzione”, ricorda Ainis, “autorizza i trattamenti sanitari obbligatori, e un vaccino lo è, con due cautele: la vaccinazione deve essere prevista dalla legge e non deve infrangere il rispetto della persona umana”.

Se poi nelle prossime settimane o mesi ci si accorgesse che gli italiani non si vaccinano e non ci pensano proprio, allora lì sì che si giustificherebbe ancora di più la scelta di rendere obbligatorio vaccinarsi. D’altronde”, prosegue il costituzionalista, “ci sono già diversi vaccini obbligatori, la differenza in questo caso è che viene fatto agli adulti e non ai bambini”.

Commenta l'articolo

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *