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VAR migliorato e arbitri con microfono: tutte le innovazioni della Superlega

Il progetto della Superlega, annunciato con un comunicato nella notte tra domenica 18 e lunedì 19 aprile, è durato appena 48 ore. Nei giorni successivi, infatti, la maggior parte dei club fondatori si è ritirato dalla competizione, a partire dalle squadre inglesi a cui si sono poi aggiunte l’Inter, il Milan e l’Atletico Madrid.

Nella visione dei fondatori, la Superlega era un trofeo riservato ai club europei più titolati e prestigiosi, in pratica le squadre di vertice che ogni stagione sono protagoniste delle competizioni internazionali e anche fuori dal campo: a livello di diritti televisivi, nel merchandising, sui social e anche sui siti di scommesse online. Da non sottovalutare l’aspetto economico: con la nuova competizione – definita “la più bella del mondo” – i club fondatori avrebbero ricevuto decine di miliardi di euro da suddividere tra loro, senza l’intermediazione della UEFA.

La Superlega si annunciava molto innovativa anche dal punto di vista del format. Non tutte le novità, però, potrebbero essere perdute con la fine del progetto: c’è la possibilità che alcune delle idee proposte dagli organizzatori possano sopravvivere, venendo adottate dalla UEFA e dalla FIFA nei prossimi anni. Vediamo quali.

Gli arbitri con il microfono aperto

Una delle principali innovazioni che il nuovo torneo calcistico avrebbe potuto adottare riguarda i direttori di gara. Nella Superlega gli arbitri sarebbero stati protagonisti di una vera e propria rivoluzione per il mondo del calcio, un cambiamento all’insegna della trasparenza e del massimo fair play.

La novità prevedeva la possibilità di dotare i direttori di gara di un microfono aperto: in questo modo avrebbero potuto spiegare al pubblico la decisione arbitrale presa ed i motivi di questa scelta. Anche le conversazioni tra l’arbitro e gli assistenti sarebbero state “in chiaro” per garantire l’assenza di equivoci sulle decisioni di gioco prese.

Un esperimento di questo tipo è già stato condotto in Australia nel 2019, in una partita della A-League. Durante il match, l’arbitro Jarred Gillett, uno dei più famosi in Australia ed eletto per cinque volte arbitro dell’anno, ha diretto l’incontro con il microfono sempre acceso. Il test è stato positivo sia per l’assenza di impedimenti o incomprensioni, sia per la risposta del pubblico: i tifosi hanno infatti dimostrato di apprezzare questa scelta. L’A-League ha così deciso di introdurre la novità su tutti i campi a partire dal 2021.

Quella che per il calcio è una piccola o grande rivoluzione, per altri sport è la normalità da anni. Nel rugby, ad esempio, l’arbitro è già da tempo provvisto di microfono: nel Sei Nazioni, il più importante trofeo internazionale di rugby, i direttori di gara amministrano l’incontro nella massima trasparenza e con la soddisfazione di tutti, giocatori e tifosi. E questo avviene anche nelle competizioni e nelle federazioni minori.

Non sappiamo se il calcio europeo ed italiano sia pronto per una innovazione di questo tipo, ma certamente questo sarebbe un modo per ridurre drasticamente le incomprensioni e gli errori della terna arbitrale, che spesso incidono in modo irreversibile sui risultati di gioco. Inoltre, una soluzione di questo tipo diminuirebbe anche le polemiche che si generano fuori dal campo e sui giornali, ogniqualvolta l’arbitro compie una decisione a sfavore di una squadra: tutto verrebbe spiegato immediatamente dallo stesso interessato.

VAR migliorato

Un’altra innovazione che la Superlega avrebbe apportato al calcio continentale riguarda il VAR, che sarebbe stato di tipo alternativo e migliorato. Già presente negli attuali campionati nazionali e nelle competizioni europee, il sistema Video Assistant Referee – con i due assistenti di gara che collaborano con l’arbitro esaminando gli episodi dubbi – è chiaramente immancabile nel calcio moderno.

Ma la Superlega avrebbe aggiunto alla tecnologia VAR, opportunamente ottimizzata, i microfoni aperti di cui abbiamo parlato sopra. In pratica, sia per i giocatori sia per i tifosi (sugli spalti e a casa), sarebbe stato possibile ascoltare le conversazioni tra l’arbitro e la sala VAR. In questo modo sarebbe stata garantita ancora una volta la massima trasparenza sulle situazioni più delicate del match.

Partite più brevi

Tra le novità del nuovo format della Superlega c’era anche l’accorciamento delle partite. Secondo il presidente del Real Madrid, Florentino Perez, i giovani ritengono che le partite attuali siano troppo lunghe: per rilanciare il calcio tra le nuove generazioni, sarebbe quindi opportuno giocare partite più brevi. Dal momento che il progetto non si è concretizzato, non sappiamo però di quanti minuti le partite sarebbero state ridotte.

Il calcio europeo sarà riformato?

La Superlega si proponeva di dare nuova linfa vitale e nuova popolarità al calcio, attualmente in declino sia a livello di seguito tra i tifosi sia a livello di incassi, soprattutto dopo la durissima crisi legata al Coronavirus. Non è però escluso che alcune di queste idee possano essere riprese dalla UEFA per la riforma della Champions League, da molti attesa ed auspicata. Staremo a vedere.

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