Vede porno sul lavoro: Cassazione reintegra operaio Fiat

guarda-porno-lavoro-300x225[1]Guardare film pornografici nei luoghi di lavoro durante la pausa pranzo non è motivo di licenziamento. E’ quanto disposto dalla Corte di Cassazione che ha respinto il ricorso presentato dalla Fiat contro un operaio dello stabilimento di Termini Imerese.

La storia inizia il 10 luglio del 2010, quando il tribunale di Termini Imerese conferma il licenziamento del lavoratore dello stabilimento. Nel novembre 2011 di Tribunale d’Appello di Palermo annulla la decisione ritenendo illegittimo l’allontanamento dell’operaio. Ora con la sentenza n°20728, la massima corte conferma la sentenza d’appello e ordina alla Fiat il reintegro del dipendente, con tanto di indennità pari alla retribuzione globale dal giorno del licenziamento a quello della reintegrazione, oltre al versamento dei contributi previdenziali.

Per i giudici della Cassazione, le ammissioni del dipendente rispetto alla visione dei film in pausa pranzo si limitavano dall’aver visto lo scorcio di un filmato durante la pausa. Mentre non c’erano prove per stabilire che l’operaio stesse guardando i filmini hard durante l’orario lavorativo.

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