Scienza

Venere il pianeta infernale e dell’amore, uccide un uomo in un secondo

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Venere è il secondo pianeta del sistema solare. Come dice giustamente FanPage all’interno di un dossier dedicato a tale corpo celeste, Venere è accomunata alla Terra da alcune analogie, ma allo stesso tempo, essa differisce molto dal nostro pianeta azzurro, per alcune mostruose peculiarità , che rendono Venere assolutamente inospitale e inadatto alla vita. Prima di tutto, dobbiamo dire che Venere ha una gravità schiacciante, di gran lunga superiore a quella terrestre. In secundis, Venere ha un’atmosfera altamente corrosiva. Nonostante sia più vicino a noi rispetto a Marte, non possiamo vantare tantissime immagini del pianeta. Le poche che abbiamo a disposizione, inoltre, sono davvero poco nitide.

Venere: impossibile che ci sia la vita sul pianeta

Date le condizioni fisiche di Venere è impossibile pensare che su tale pianeta possa esserci la vita biologica, almeno come noi la meditiamo. Ugualmente improbabile, se non proprio impossibile, è una eventuale colonizzazione umana di tale corpo celeste. Il pianeta Venere è chiamato così per la sua apparente bellezza e brillantezza. Dopo la Luna, risulta essere il secondo oggetto più luminoso. La sua magnitudine apparente è di 4,6. Altra caratteristica di Venere è la possibilità di vederlo all’alba e al tramonto. Proprio per questo, Venere è definito anche Lucifero, la “stella del mattino”, il pianeta portatore di luce. Venere, sempre per la sua peculiarità, è detta anche “stella del vespro”. Tutti appellativi dati dagli antichi a tale corpo celeste, quando ancora si ignorava la sua vera natura. Fu Pitagora a scoprire che in realtà la stella del mattino e del vespro fossero una sola e che con la sua presenza annunciasse l’inizio e la fine del giorno. Se un essere umano andrebbe su Venere morirebbe in un istante, il motivo è semplice la temperatura che supera i 450 gradi.

Quanto dista Venere dalla Terra?

La distanza tra Venere e il Sole è di 110 chilometri, mentre tra il pianeta e la nostra Terra può raggiungere i 38 milioni di chilometri, nei momento del perigeo, ovvero, quando risulta trovarsi alla distanza minima dal nostro pianeta. Come informa FanPage, Venere, per terminare un giro intorno al Sole, impiega un arco di tempo pari a 224,7 giorni andando ad una velocità pari a 35 chilometri al secondo. La rotazione di Venere, cosa alquanto strana, risulta essere retrograda, ovvero ruota in senso orario. Questa sua ulteriore anomalia la differenzia dalla maggior parte dei pianeti del sistema solare.

Su Venere un giorno dura un anno

Su Venere, molto difficile a credersi, un giorno dura un anno terrestre, o quasi: ben 243 giorni passati sul nostro pianeta. Una rotazione lentissima, su cui ha indagato la sonda Venus Express. In base alle ricerche effettuate sembra che questa rotazione stia divenendo gradualmente sempre più lenta. Secondo l’ipotesi di alcuni studiosi, la rotazione lentissima potrebbe essere spiegata dall’impatto di un asteroide con Venere. Dato che Mercurio risulta essere il pianeta più vicino al Sole, è istintivo pensare che sia anche il corpo celeste più rovente, ma non è così. Nel prossimo paragrafo spiegheremo come Venere abbia, in realtà, questo primato.

Curiosità: il pianeta che è l’immagine dell’inferno

Abbiamo detto che Venere è chiamato anche Lucifero, nome che rievoca non solo l’angelo più bello del Paradiso (almeno un tempo), ma anche il grande ribelle, la bestia, che si rivoltò a Dio, Non a caso, Venere è l’immagine stessa dell’inferno per fisicità. La sua temperatura può raggiungere, a volte i 464 gradi centigradi, mentre Mercurio raggiunge, al massimo i 427 gradi centigradi. Come è possibile? Ebbene, il tutto è spiegabile in quanto Venere è martoriata da un potentissimo effetto sera presentante un’altissima gradazione di anidride carbonica, anidride solforosa, acido solforico ed altre sostanze pericolosissime e inadatte alla vita, che si combinano in un mix letale, donando a Venere un aspetto spaventoso e del tutto inospitale.

Tutti questi gas vanno a creare nubi mortifere, così dense da intrappolare senza problemi i raggi solari, che non possono andare a riflettersi sulla superficie del pianeta. Le nuvole di Venere riflettono la luminosità dei raggi solari che esse intrappolano e rendono del tutto impossibile scorgerne la superficie dalla Terra. La pressione sulla superficie di Venere supera le 90 atmosfere terrestri: chiunque, idealmente, si trovasse su Venere, verrebbe immediatamente schiacciato dalla forza di gravità alquanto esagerata rispetto agli standard del nostro pianeta. Caratteristiche che rendono davvero terribile il pianeta chiamato anche “gemello della Terra”, in quanto con il nostro corpo celeste madre condivide la stessa densità, massa e dimensioni.

Venti potentissimi

Oltre all’atmosfera di Venere, altamente corrosiva, tanto da spingere la NASA a creare protezioni opportune per le sonde atte ad esplorare il pianeta, il corpo celeste è caratterizzato anche da venti potentissimi, che impiegano 4 giorni per fare il giro completo del pianeta. Sempre da FanPage, veniamo a sapere come VIRTIS, uno spettrometro sulla sonda degli ESA Venus Express, gli scienziati di JAXA, agenzia spaziale sita in Giappone, hanno scoperto che di notte Venere è un pianeta ancora più turbolento rispetto alla sua attività diurna. Questi tremendi cataclismi spiegherebbero, di conseguenza, anche le enormi “onde di gravità atmosferiche” esaminate dalla sonda nipponica Akatsuki (Alba in Italiano). Sono perturbazioni così grandi e potenti da rimanere visibili per più giorni, che vanno a coinvolgere metà dell’emisfero di Venere. Sicuramente, data anche la sua rotazione oraria, Venere può dare vita ad un altro evento spettacolare agli occhi di chiunque: se ci ponessimo sulla sua superficie mortale, avremmo l’occasione di osservare il sole nascere ad ovest e tramontare ad est.

È possibile esplorare Venere?

I primi studi su Venere furono condotti dall’illustre fisico ed astronomo pisano Galileo Galilei. Fu il primo ad accorgersi che le fasi del pianeta somigliano molto a quelle del nostro satellite. Fu proprio grazie ai movimenti ed al rapporto tra Terra, Sole e Venere che Galileo iniziò a condividere la teoria eliocentrica di Niccolò Copernico. Secondo tale studio, appunto, al centro del sistema solare vi è il Sole, mentre i pianeti orbitano attorno a tale stella. A causa del’impenetrabilità causata dalle dense nubi di Venere, prima degli negli anni ’70 gli scienziati che ancora non conoscevano la vera natura della sua superficie, teorizzarono che essa fosse composta da paludi, oceani, oppure deserti.

Nel 1970 tutto cambiò e la nostra conoscenza su tale pianeta fece passi da giganti. In quell’anno, la sonda russa Venera 7 riuscì ad atterrare sul pianeta rivelando la verità, mandando un segnale sulla Terra. Fu una svolta epocale per l’umanità. Tuttavia, per le prime immagini a colori del pianeta, si dovette attendete il 1981, con le operazioni da parte di nuove sonde Venera 13 e 14, che ci diedero ulteriori, preziose informazioni sul pianeta. Nel corso dei decenni, altre missioni (come quella della sonda Cassini) hanno palesato la vera natura di Venere. Tuttavia, fu la Sonda Magellano della NASA nel 1990, a mappare totalmente il pianeta.

In seguito, a raffinare il lavoro americano fu l’altrettanto preziosa operazione della Venus Express dell’ESA. Attualmente, a studiare in maniera minuziosa la struttura di Venere è la precitata agenzia spaziale giapponese JAXA, ma presto ad essa si uniranno anche la Rocosmos (agenzia spaziale sita in Russia) e la stessa NASA che contribuiranno ad una conoscenza più dettagliata di questo misterioso e inquietante pianeta, che con Afrodite, la dea della bellezza e dell’amore, condivide solamente il nome romano. Ipoteticamente parlando, un uomo sulla superficie di Venere morirebbe in un secondo di tempo!

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