Venezia 76: “La scelta” di Giuseppe Alessio Nuzzo in Concorso Giovani Autori Italiani

La vita di Cristina Donadio in 10 minuti di piano sequenza tra flashback e camera car

La scelta – The choice di Giuseppe Alessio Nuzzo è stato selezionato tra i finalisti dell’edizione 2019 di I Love GAI – Giovani Autori Italiani, l’atteso appuntamento dedicato ai talenti under 40 durante la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Il film breve, prodotto da Paradise Pictures in associazione con An.tra.cine e con il sostegno dell’Università di Foggia, Apulia Film Commission – Cineporto di Foggia, Film Commission Regione Campania, racconta in un unico piano sequenza di 10 minuti tra cameracar e flashback la malattia di un’attrice, suggestioni della vera vita di Cristina Donadio, la temuta Scianel che durante le riprese della seconda stagione di “Gomorra – la serie” curava il cancro nella sua terra.

Nel cast la stessa Cristina Donadio (“Il Vizio della Speranza”, “Gomorra – La Serie”), Gina Amarante (“Gomorra – La Serie”, “Non dirlo al mio capo”) e Anna Brancati (“Gomorra – La Serie”). “La scelta – The choice” sarà proiettato alle ore 17 di venerdì 30 agosto al Cinema Astra del Lido di Venezia.

La malattia di un’attrice

Una favola moderna, ispirata alla storia vera dell’attrice Cristina Donadio. Una donna si muove pensierosa su un set cinematografico; non riesce a mantenere lucidi i pensieri, come se fosse risucchiata al centro della Terra. In questa giornata particolare, il giorno del controllo, torna indietro nel tempo a quando, da giovane, una zingara le prese la mano e le disse: “Tu dalla vita avrai tutto, grandi fortune e grandi sfortune“…

Giuseppe Alessio Nuzzo

Classe 1989. Regista, produttore e autore, è esperto di cinema sociale e attuale direttore generale del Social World Film Festival, mostra internazionale del cinema sociale; in nove anni di lavoro per l’Ente Social World Film Festival, che annovera come presidente onorario l’attrice Claudia Cardinale, ha fondato un monumento e un museo del cinema, organizzato 480 giornate di attività cinematografica in Italia e 37 eventi internazionali che hanno toccato 28 città dei cinque continenti da New York a Sydney passando per Tokyo, Los Angeles, Rio de Janeiro, Tunisi e Londra, ricevendo importanti riconoscimenti e medaglie dal Presidente del Parlamento Europeo, dalla Presidenza della Repubblica Italiana, dalla Camera e dal Senato italiani.

Ha scritto e diretto numerosi cortometraggi (“Lettere a mia figlia” con Leo Gullotta), documentari (“Primitivamente” con Giancarlo Giannini e le musiche di Enzo Avitabile), lungometraggi (“Le verità” con Francesco Montanari, Nicoletta Romanoff, Maria Grazia Cucinotta) e spot a tematica sociale (“Corri” con Anna Falchi in onda sulle reti Rai e Mediaset) per i quali ha ricevuto numerosi premi tra cui i riconoscimenti dal Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano e dal Premio Nobel Rita Levi Montalcini, dall’Unione Europea e da Pubblicità Progresso oltre a ricevere la menzione speciale al prestigioso Nastro d’Argento del Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani, il Primo Premio al Giffoni Film Festival, il Premio Ettore Scola alla Casa del Cinema di Roma e il Gran Premio della Giuria Critica al Siena Film Festival.

Organizzatore di eventi cinematografici come il “Premio Cinema Campania” e il “CineBus”, primo festival del cinema itinerante al mondo, é autore ed editore per il cinema e lo spettacolo. Cura l’antologia delle citazioni cinematografiche “Cinema è sogno” che lo storico presidente dei “David Di Donatello”, Gian Luigi Rondi, ha definito monumentale. Insegna regia all’Università del Cinema e per istituti formativi pubblici e privati, collabora con il Master di Cinema e tv dell’Università “Suor Orsola Benincasa” di Napoli e la Scuola di Cinema di Napoli, scrive di critica cinematografica su vari periodici e partecipa come opinionista di cinema sociale in trasmissioni televisive nazionali.

È, inoltre, giurato a svariati festival cinematografici internazionali tra cui la “Festa del Film di Roma” per il premio Marc’Aurelio Esordienti. Diplomato in produzione ed organizzazione cinematografica al Lab della “Scuola Nazionale di Cinema – Centro Sperimentale di Cinematografia” di Roma, in regia a basso budget presso la “National Film & Tv School” di Londra (Regno Unito) e in linguaggio cinematografico presso l’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” nell’ambito delle attività studentesche, è laureato con massimi voti in Odontoiatria con una tesi sperimentale a Los Angeles dal titolo “L’odontoiatria nel cinema e lo spettacolo: nuove frontiere dell’odontoiatria.

Le parole del regista

“Quando tre anni fa ho conosciuto personalmente Cristina Donadio rimasi ipnotizzato alla potenza dei suoi occhi da cui leggevo, con grande facilità, un’anima ricca di vita, forte e intensa. Qualche mese dopo la riscoprì in una lunga intervista in tv e capii finalmente il perché di quella forza indescrivibile celata dalla maschera di grande attrice che tutti conoscono. Una vita, la sua, che mi ha guidato eticamente ed esteticamente a scrivere e dirigere una storia per il cinema, una favola moderna che fosse da esempio per tutti noi, me compreso: madre a sedici anni, il primo matrimonio a diciotto, il divorzio, il secondo matrimonio e l’incidente d’auto; a trentasette anni divorziata, vedova, mamma e nonna…” – ha commentato il regista.

E ancora: “Quello che più mi ha dato forza e lucidità professionale nello scrivere è stata la storia di quando ha scoperto di avere il cancro, mentre girava la seconda stagione di “Gomorra”; Scianel l’ha aiutata a superare il grado emotivo della malattia avendo deciso, Cristina, di non dire nulla a nessuno, regista e produzione compresi, per non sottrarsi al suo personaggio, di curarsi durante le riprese e farlo nella sua terra. Da quel momento ho letto tutte le sue interviste, gli interventi, l’ho conosciuta meglio, sono entrato nel suo mondo e ho deciso di portare sullo schermo una storia che prendesse spunto dalla sua forza emotiva e il grande impegno sociale, un grido alla vita che tutti avrebbero dovuto vedere e sentire, per comunicare che ci si può curare bene anche a casa propria, che si può continuare a sognare nonostante un problema o un dispiacere.

Per raccontare il dualismo tra lavoro e cura, tra set e ospedale, lasciando inalterate le ansie, le paure e i tempi, ho creduto necessario, sin da subito, narrare la vicenda in un unico vero piano sequenza; uno sforzo produttivo importante se si pensa alla durata, 10 minuti, ai vari spostamenti nello spazio, interni ed esterni, al lungo cameracar previsto e al flashback negli anni 90, dove la protagonista si alterna e confronta con il suo alter ego da giovane. “La scelta – the choice” non rappresenta la messa in scena della storia di Cristina, è ispirata alla sua vita ma racconta di più, va oltre la singola esperienza, oltre i personaggi, i luoghi ed i tempi, per essere testamento di emozioni di tutti e per tutti. estetica”.

 

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