Scienza

Yilingia: storia di un “verme” che visse mezzo miliardo di anni fa

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Tradizionalmente, si ritiene che i primi animali “moderni” abbiano fatto la loro comparsa circa 540 milioni di anni fa, nel Cambriano. Tuttavia, alcuni eccezionali ritrovamenti fossili – effettuati nella provincia cinese di Hubei – sembrano raccontare una storia differente.

Antecedente di qualche milione di anni, Yilingia spiciformis presenta un corpo vermiforme e potrebbe indicare che l’evoluzione di animali moderni sia iniziata prima di quanto avessimo immaginato.

La vita al tempo dell’Ediacarano

Un’epoca antica e remota, l’Ediacarano vide la comparsa dei primi organismi animali. Questi, andavano a costituire una fauna tanto affascinante quanto bizzarra, al punto che alcuni scienziati hanno perfino messo in dubbio la loro appartenenza al regno animale.

Questi organismi abitavano i mari poco profondi, nutrendosi di uno strato batterico che ne ricopriva i fondali. Alcuni avevano un aspetto simile a quello di una medusa, altri possedevano “fronde”, mentre altri ancora erano dotati di un corpo piatto e segmentato.

A lungo, gli scienziati hanno ipotizzato che i primi animali dalle sembianze – per così dire – familiari si siano evoluti solo con l’inizio del successivo periodo geologico, in un evento definito “esplosione cambriana”.

Recentemente, un team di ricercatori provenienti da istituti cinesi e statunitensi ha scoperto i resti di un misterioso organismo – denominato Yilingia spiciformis – vissuto in un periodo compreso fra 551 e 539 milioni di anni fa.

In totale, gli scienziati hanno rinvenuto una trentina di esemplari – recuperati dai sedimenti della Formazione Dengying, nella Cina meridionale – oltre a numerose impronte preservate nell’antico fondale.

Una in particolare ha catturato le attenzioni degli studiosi, in quanto associata al corpo di uno di questi organismi, preservato nella posizione in cui morì.

Un “verme” misterioso

Questo animale – dalle sembianze di un verme – raggiungeva una lunghezza di 27 cm e possedeva un corpo suddiviso in numerosi segmenti, ai cui lati si collocavano delle appendici spinose dirette verso la coda.

Non solo la sua anatomia ricorda quella di animali successivi – risalenti al Cambriano – ma il ritrovamento di un esemplare associato ad una traccia dimostra in modo inequivocabile che fosse in grado di spostarsi sul fondale, al contrario di molti organismi ediacarani.

A tal proposito, l’evoluzione di un corpo a simmetria bilaterale – suddiviso in due lati uguali – è caratteristica tipica degli animali più complessi e capaci di muoversi attivamente, come gli esseri umani.

È possibile che Y. spiciformis fosse perfino in grado di scavare, come suggerito dal ritrovamento di fosse – interpretate come tane – in corrispondenza di alcune impronte.

I ricercatori non sono stati in grado di classificare questo bizzarro animale. La presenza di strutture simili a zampe potrebbe indicare una parentela con gli artropodi, tuttavia è possibile che tali appendici siano solo artefatti prodotti dalla fossilizzazione. In alternativa, potrebbe trattarsi di un anellide primitivo – un gruppo di vermi cui appartengono anche i lombrichi.

Secondo Shuhai Xiao – biologo presso la Virginia Tech – non va nemmeno esclusa la possibilità che si tratti di un antenato comune sia agli anellidi che agli artropodi (entrambi dotati di un corpo segmentato).

La ricerca – pubblicata su Nature – offre preziose informazioni riguardo l’evoluzione degli animali “moderni” e come questi abbiano acquisito la capacità di muoversi nel loro habitat.

Come affermato dallo stesso professor Xiao: “Quando osserviamo l’albero genealogico degli animali risulta chiaro che questi ultimi abbiano iniziato come organismi incapaci di muoversi”.

“A questo punto, la domanda diviene quando si è evoluta la capacità di muoversi, e se si è evoluta una volta oppure in più occasioni tra gli animali”.

Leggi anche Cambroraster: una nuova specie di predatore vissuta nel Cambriano


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