Cronaca
2 anni di carcere da innocente: la triste storia di un imprenditore

Due anni di carcere scontati ingiustamente da un imprenditore di Napoli. Due anni trascorsi dentro una cella ma da innocente, con la più agghiacciante e tremenda delle accuse: omicidio premeditato.
Nel 2006 L.C. viene ucciso, e, nel 2012, scattano le manette per alcuni dei concorrenti tra i quali l’imprenditore, imparentato con uno dei concorrenti in questione. L’uomo viene arrestato, dunque, e finisce al centro delle indagini a causa delle parole di un collaboratore di giustizia e di un’intercettazione.
Sulle parole del collaboratore e sulle voci nell’intercettazione il giudice non nutre nessun dubbio, scattano le sentenze di condanna, accompagnate anche da un risarcimento. L’uomo viene condannato a 30 anni di reclusione per concorso in omicidio premeditato aggravato dal fine camorristico. Si va in Appello.
Ed è proprio in Appello che grazie all’avvocato penalista Marianna Febbraio, la prova centrale viene scardinata. Chiesto il riesame delle prove, il giudice di secondo grado trova non riconducibile al condannato nemmeno una delle frasi intercettate.
Cadono le accuse, l’incubo finisce e l’imputato viene risarcito. Ma quei due anni passati dietro le sbarre, quelli, nessuno potrà mai restituirglieli.









