A 70 anni dalle Quattro giornate di Napoli

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Correva l’anno 1943, era settembre, c’era la guerra, la seconda guerra mondiale e …

“… Bombardavano tutte le notti …

Gli scoppi delle bombe tedesche si confondevano con i bombardamenti americani … 

Le persone uscivano dai ricoveri dopo l’attacco aereo e non trovavano più la casa.

… Una domenica di fine settembre, sento in bocca a tutti la stessa parola, sputata dallo stesso pensiero: mo’ basta. Era un vento, non veniva dal mare ma da dentro la città: mo’ basta, mo’ basta.. La città cacciava la testa fuori dal sacco. Mo’ basta, mo’ basta, un tamburo chiamava e uscivano i guaglioni con le armi.

Fuori i giovani prendevano le armi dalle caserme e le nascondevano. Un gruppo con uno vestito da carabiniere aveva svuotato l’ armeria del forte di Sant’Elmo.

… Negli ultimi giorni di settembre i tedeschi si erano messi a razziare quello che potevano dentro i negozi e pure nelle chiese. Cominciò con un assalto improvvisato a un loro camion carico di scarpe, la prima battaglia.

… La rivolta è stata una salvezza.

Il centro della rivolta si era piazzato nel liceo Sannazzaro, gli studenti erano stati i primi. Poi uscivano gli uomini nascosti sotto la città. Salivano da sottoterra come una resurrezione. ‘Dalle ‘ncuollo’,  dagli addosso, le strade erano bloccate dalle barricate.

… Quattro giornate e tre nottate”

(da “Il giorno prima della felicità” di Erri De Luca)

I versi di Erri De Luca meglio non avrebbero potuto riassumere quei giorni.

Napoli fu sottoposta a durissimi bombardamenti da parte dei nazisti, ma anche delle forze alleate.

Napoli venne ridotta alla disperazione, senza cibo ne acqua, senza più dignità.

Nella notte, tra il 27 e il 28 settembre 1943, uomini, donne, ragazzi e bambini si alternarono in un incessante via vai, fra le caserme e le abitazioni, in cerca di viveri, d’indumenti, d’armi e  di munizioni.

Ma l’altro giorno, a quasi 71 anni dalle Quattro giornate di Napoli, che valsero alla città il conferimento della medaglia d’oro al valor militare, in quanto consentì alle forze alleate di trovare una città già libera dall’occupazione nazista, sono stati ritrovati baionette, proiettili e fucili, che la professoressa Gribaudi, docente di storia contemporanea della Federico II, ipotizza essere stati preparati per la rivolta del popolo napoletano.

Il ritrovamento si deve ad un gruppo di speleologi, del gruppo della “Macchina del Tempo”.

A pochi metri dalle armi sono state scoperte delle incisioni sul muro

«Marmo Felice, artigliere Battaglione 815» e «Sottufficiale scorta convogli Secondigliano».

Gli speleologi ed “Il Mattino” di Napoli lanciano un appello:

“Un parente o un conoscente di quel soldato della seconda guerra potrebbe aiutare a ricostruire la vicenda di quei giorni e di quelle armi. Chi ha notizie può scrivere all’indirizzo e-mail: redazioneinternet@ilmattino.it

Che questo ritrovamento possa riaccendere nel cuore e nell’animo dei napoletani la voglia di lottare!

A volte forse ... un po’ sopra le righe, ma questa caratteristica mi permette di adattarmi alle situazioni più varie. Sono Carmela Giordano, ma preferisco essere chiamata Carmen, ormai è tutta la vita che mi presento così e a volte mi sbagliano anche i documenti, ma non fa niente, si correggono. Nel 2001 mi laureo il psicologia presso l’ateneo di Urbino. Il lavoro di tesi mi porta ad avvicinarmi ad un mondo “senza parole” fatto di sensazioni, ad un mondo dove … “non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi” (da Il piccolo principe). Divento insegnante di massaggio infantile e socia dell’AIMI, Associazione Italiana Massaggio Infantile. Negli anni, conseguo altre certificazioni, perfezionamenti e specializzazioni. Con la tesi di specializzazione, discussa nel novembre del 2008, riesco ad unire le due passioni della vita: il teatro, con lo studio del "Metodo Stanislavskij" e la psicologia, con l’ottica Funzionale. Nel tempo mi sono occupata di tanti ambiti diversi: clinica, formazione, psicodiagnosi, marketing ed organizzazione di eventi, editoria ed altro.
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