Giustizia

Abusi durante riti satanici: assolti gli indagati

Erano stati accusati dalla figlia di violenze e torture che si sarebbero consumati nel contesto di riti satanici e messe nere. Agli abusi avrebbero preso parte anche uomini non identificati vestiti con tuniche bianche e cappucci. Secondo l’accusa le torture avrebbero avuto luogo in uno studio di registrazione insonorizzato nel quale era stata apposta anche un crocifisso capovolto, durante i “rituali” alla donna (allora molto più giovane) sarebbero state fatte incisioni con un coltello su gambe e schiena.

Donna abusata per 15 anni

La donna, oggi 41enne, secondo l’accusa avrebbe subito gli abusi per ben quindici anni tra il 2000 e il 2015. Il pubblico ministero aveva richiesto per gli accusati una condanna ad otto anni di reclusione. Secondo quanto emerso dalle indagini, i due imputati avrebbero esercitato sulla donna poteri corrispondenti a quelli del diritto di proprietà.

Non sono bastate le ricostruzioni e le indagini per portare a una condanna dei due accusati, infatti il giudice ha disposto l’assoluzione perché il fatto non sussiste.

L’avvocato della donna, che si era costituita parte civile nel processo, afferma che la sentenza di assoluzione è un’offesa alla sua assistita. Infatti secondo il legale per la prima volta era stata creduta e adesso è di nuovo all’inferno. L’avvocato ha fatto sapere di non tollerare questa situazione e che si batterà fino in fondo per affermare i diritti della sua assistita.
   

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