Aggredito con Acido a Milano, triangolo amoroso finito male

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Milano: Martina Levato, 23enne studentessa, avrebbe escogitato tutto per vendicarsi dell’ex fidanzatino del liceo, Pietro Barbini, colpevole di non voler partecipare al triangolo amoroso ideato da lei e dal compagno Alexander Boettcher, 30 anni, sposato e gestore di un patrimonio immobiliare.

Dopo l’interrogatorio del giudice di Milano Lorella Trovato durante l’udienza di convalida dell’arresto, Martina Levato avrebbe ammesso di aver gettato l’acido addosso al giovane, con cui aveva avuto una relazione quando entrambi frequentavano il liceo Parini di Milano, perché quest’ultimo la molestava con avance attraverso messaggi su Facebook e su “WhatsApp”. Poi ha detto di essere incinta di Boettcher, e ha cercato di scagionarlo sostenendo che l’uomo «non era consapevole» delle sue intenzioni e «si trovava in via Giulio Carcano per caso, perché stava facendo jogging».

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Dalle indagini, emerge però uno scenario più complesso. La polizia, infatti, ha letto i messaggi WhatsApp che Levato e Boettcher hanno inviato dal giugno scorso alla vittima.Martina Levato, in questi messaggi avrebbe descritto la relazione «morbosa e totalitaria» .Tra l’altro la studentessa ha sul viso una piccola cicatrice a forma di “A” che si sarebbe fatta incidere come gesto di «eterna dedizione» nei confronti dell’uomo. Il giovane, dopo aver letto dettagli – definiti dagli investigatori «allucinanti» – del rapporto della studentessa con l’uomo sposato, le aveva consigliato di troncare quella relazione. Lo scorso agosto, inoltre, è stato lo stesso Boettcher a scrivere un messaggio al giovane nel quale gli diceva, in sostanza, che Martina non meritava niente ed entrambi avrebbero dovuto «coalizzarsi» contro di lei.

A Dicembre scorso Barbini, che studia in America, è tornato in Italia per trascorrere le vacanze di Natale insieme alla famiglia.
Quando ha ricevuto quindi alcune telefonate con la richiesta di presentarsi in via Giulio Carcano per ritirare un pacco proveniente dalla Francia. Appuntamento che si è rivelato una trappola. Il giovane si è presentato accompagnato dal padre e ha trovato ad attenderlo Levato e Boettcher, entrambi incappucciati. L’ex fidanzatina gli ha gettato l’acido addosso mentre l’uomo lo ha aggredito armato di martello. Poi la studentessa è fuggita, mentre il 30enne è stato arrestato dalla polizia. Gli agenti poche ore dopo hanno arrestato anche la ragazza, che vive a Bollate, nell’hinterland milanese, insieme ai genitori, entrambi insegnanti.

Pare che la coppia abbia precedenti tra l’altro, in vista di una serie di perquisizioni disposte dal pm di Milano Marcello Musso e dal procuratore aggiunto Alberto Nobili ed effettuate dalla polizia, sono stati contestati anche i reati di tentate lesioni, rapina e ricettazione in merito ad altri episodi datati tra il 15 e il 25 novembre scorso e già noti alle forze dell’ordine, tra cui il tentativo di gettare dell’acido addosso a un altro uomo, G. C., in via Nino Bixio.

Notevole è il tentativo di evirazione che era già emerso nelle ore successive all’arresto della studentessa e del broker e un fascicolo sul caso era già stato aperto in Procura. Ora, però, anche questo filone di indagini è passato sul tavolo del pm Musso. E, da quanto si è saputo, sono state da poco formalizzate a carico della bocconiana anche le accuse di lesioni aggravate dalla premeditazione e calunnia per questo episodio. Stando a quanto ricostruito dalle indagini, il 20 maggio 2014 la ragazza fissò un appuntamento per incontrare il giovane, anche lui studente bocconiano e con cui aveva avuto una breve relazione durante una vacanza l’estate precedente. I due si appartarono in macchina prima nei pressi dell’università, vicino a parco Ravizza, e poi nel parcheggio di un hotel in via Lampedusa. A quel punto, la giovane avrebbe insistito affinché si spostassero dai sedili anteriori a quelli posteriori per avere un rapporto sessuale e a un certo punto avrebbe detto a lui: “Chiudi gli occhi, perché ti devo fare un regalo!”. Quando il ragazzo li chiuse, Levato prese un coltello che aveva nascosto in un vano dell’auto. Secondo l’accusa, la bocconiana avrebbe nascosto quel coltello addirittura “alcuni giorni” prima, premeditando l’aggressione. L’uomo ha riportato ferite sia ad un mano, nel tentativo di proteggersi, che nelle parti intime. La studentessa è anche accusata di calunnia perché avrebbe poi denunciato il ragazzo, dicendo, in sostanza, che era stato lui a tentare di aggredirla. Secondo l’accusa, invece, la donna aveva scelto i sedili posteriori dell’auto, perché così il ragazzo non sarebbe potuto fuggire dato che l’auto non aveva le portiere posteriori. Intanto, il processo per l’aggressione a Barbini a carico della coppia, accusata di lesioni gravissime aggravate dalla premeditazione, dalla crudeltà e dai motivi abietti.

Inoltre nei giorni scorsi è stato fermato un altro presunto complice della coppia, Andrea Magnani.
Il presunto complice,nel corso dell’interrogatorio di garanzia davanti al gip Giuseppe Gennari, riferendosi ai recipienti di plastica con dentro acido muriatico che Martina Levato, il pomeriggio dell’agguato, aveva caricato sulla sua macchina per poi farsi accompagnare in via Carcano e a quelli di scorta nella borsa consegnatagli da Alexander Boettcher, avrebbe affermato che “secondo me c’era dentro acqua”.
Si è difeso dicendo che era convinto che la coppia volesse fare uno scherzo a Barbini, amico di Boettcher appena rientrato dagli Stati Uniti. Uno scherzo con la consegna di un pacco regalo e una sorta di doccia non con acido muriatico ma con acqua. Una versione a cui gli inquirenti, che hanno chiesto il fermo, non hanno creduto.

 

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