Amma: la santona indiana che abbraccia il mondo

mama

Mata Amritanandamayi, detta Amma (che in hindi significa “madre”), è una santona indiana che si è guadagnata l’epiteto di Mahatma, che significa “grande anima”, lo stesso riservato a Gandhi. Con i suoi abbracci Amma cerca di “cambiare il karma del mondo”.

Amma è nata 61 anni fa da un’umile famiglia di pescatori in un piccolo villaggio del Kerala, nell’India meridionale. Sin da piccola passava ore a meditare e mostrava una spiccata empatia per i poveri ed i malati. All’età di 14 anni ha scoperto la sua vocazione e ha iniziato ad abbracciare spontaneamente gli abitanti del suo villaggio per dare loro sollievo dal dolore fisico o emotivo senza lasciarsi intimidire dalle critiche di chi riteneva scandaloso non solo l’eccessivo contatto fisico, ma anche la sua vicinanza a persone di caste inferiori.

Da allora non si è più fermata ed è diventata famosa in tutto il mondo per i suoi abbracci. Oggi Amma passa sei mesi l’anno in un tour mondiale che l’ha portata ad abbracciare finora più di 32 milioni di persone che le hanno consumato una guancia a causa del continuo sfregamento.

Loading...

Ma Amma non si limita solo a dispensare abbracci. Mata Amritanandamayi ha infatti fondato un’organizzazione umanitaria pubblica «totalmente dedita al servizio dell’umanità senza alcuna distinzione di nazionalità, casta, razza o religione, con sede ad Amritapuri», nello stato indiano del Kerala, chiamata “Mata Amritananda Mayi Math”. Quest’ultima gestisce “Embracing the World” (“Abbracciando il mondo”), la rete globale di progetti concepiti da Amma che vanno dalla costruzione di ospedali che offrono cure gratuite ai poveri a quella di scuole per bambini con disturbi dell’udito, dalla distribuzione di pasti gratuiti alla lotta all’infanticidio femminile.

Amma, che viaggia per i 6 continenti per dire agli uomini che “l’amore è l’unica medicina che guarirà il mondo”, non chiede mai denaro per i suoi abbracci. L’immensa macchina umanitaria che ha creato è alimentata da libere donazioni e riesce a crescere anche grazie alle migliaia di volontari che, gratuitamente, si sono posti al servizio di questa signora indiana che, avvolta nel suo sari, tra le sue braccia ha stretto uomini, donne e bambini di tutto il mondo.

Mata Amritanandamayi non fa miracoli, non ha fondato una religione, eppure è riuscita a lasciare a milioni e milioni di persone in tutto il mondo un messaggio semplice, essenziale ed indispensabile come un abbraccio: l’unica cosa di cui gli uomini hanno bisogno è l’amore che porta inevitabilmente la pace, fuori e dentro di noi.

Nata a Pescara nel 1983, Chiara si laurea in “Letteratura, Musica e Spettacolo” a Roma nel 2007. La laurea magistrale in “Letteratura e lingua. Studi italiani ed europei” arriva nel 2009, anno in cui ha le prime esperienze come educatrice. Attualmente è impegnata, tra le altre cose, nell'ambito dell'insegnamento dell'italiano a studenti stranieri.
Potrebbero interessarti anche