Ancora scontri dei No Tap al gasdotto di Lecce

Fermato un attivista

Ancora scontri si sono verificati questa notte al Gasdotto di Lecce, gli attivisti No Tap hanno tentato di fermare sulla via provinciale 145 che collega Lecce a Melendugno i mezzi che percorrono la via per arrivare al gasdotto. Come ricordiamo nel cantiere di San Basilio la multinazionale svizzera sta costruendo il pozzo di spinta del gasdotto. Due agenti della polizia sono rimasti feriti.

Lo scorso lunedì 9 aprile era riesplosa la tensione con il ferimento di due manifestanti e un carabiniere. Un gruppo di circa una ventina di attivisti ha tentato prima di fermare il transito dei camion erigendo un muretto sulla strada con dei blocchi di tufo, poi bruciando un cassonetto dell’immondizia.

Un manifestante racconta “Ci siamo frapposti tra i mezzi e la strada che porta al cantiere ed abbiamo semplicemente camminato piano, a passo d’uomo. Nessuna violenza se non una passeggiata a rallentare pacificamente i mezzi, tutto sembrava andare per il meglio, nessun tipo di tensione, la nostra rimostranza stava ottenendo i suoi frutti, ma a quanto pare la non violenza non appartiene ai dirigenti delle forze dell’ordine, una delle quali, all’improvviso ha esternato quest’ordine “Ora basta, avete rotto il c…, toglieteli di mezzo”. 

Subito dopo si è verificata una sassaiola tra gli agenti della polizia e gli attivisti.  Uno degli attivisti, ritenuto responsabile di aver dato fuoco ad un cassonetto, è stato condotto in questura dalla Digos.
La strada é stata poi sgomberata e i camion sono riusciti a  passare per scaricare il materiale al cantiere.

 

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