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Andrea Iannone, squalifica per 18 mesi ma riconosciuta la sua “innocenza”

Andrea Iannone, dopo esser stato sospeso dalla FIM per 18 mesi dalle corse in moto (è risultato positivo a un controllo antidoping effettuato in occasione del GP di Malesia del 3 novembre) può tirare un sospiro di sollievo. Il pilota dell’Aprilia (ed ex fidanzato di Giulia De Lellis), infatti, ha visto riconosciuta la sua buona fede, ed ha affermato che si rivolgerà al Tas (Tribunale Arbitrale dello Sport) per dimostrare la sua innocenza.

Il numero 29 ha spiegato che la sua situazione è davvero paradossale, e la sua condanna non è dovuta ad un doping volontario: “Sono il primo caso di sospensione per contaminazione alimentare. Nessuno di noi sa con certezza cosa mangia. C’è incongruenza fra il regolamento e la vita reale. L’obiettivo ora è tornare in moto il più velocemente possibile“.

Il team Aprila supporta il suo pilota

Preso atto del provvedimento FIM concernente la qualifica, ma appurata l’assenza di dolo, Aprilia Racing ha rilasciato un comunicato nel quale esprime massima solidarietà e piena fiducia nel pilota, nel rispetto dei valori sportivi che la contraddistinguono. Forte di queste motivazioni, il team ha affermato che sosterrà Iannone nel suo ricorso al Tas, ritenendo la pena incoerente con la sentenza.

Massimo Rivola, ad di Aprilia, ha inoltre commentato: “La sentenza ci lascia sconcertati per la pena inflitta ad Andrea ma anche molto soddisfatti nelle sue motivazioni. I giudici hanno riconosciuto la totale buona fede di Andrea e la inconsapevolezza nella assunzione confermando la tesi della contaminazione alimentare. Per questo la pena inflitta non ha alcun senso, alla luce delle motivazioni scritte dagli stessi giudici Andrea avrebbe dovuto essere assolto, come sempre è capitato agli altri atleti contaminati, ma questo quadro ci lascia tante speranze per il ricorso che auspichiamo sia molto veloce. Rivogliamo Andrea in sella alla sua Aprilia RS-GP, saremo al suo fianco fino alla fine di questa vicenda e lo sosterremo nel suo appello”.

Fonte: sportmediaset.mediaset.it

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