Nel suo primo romanzo, Antonio Albanese si ispira a una storia di famiglia per raccontare, in pagine cariche di tensione e tenerezza, la storia di un ragazzo poco più che ventenne, che nel 1944 percorre a piedi lo Stivale, partendo da un campo di prigionia nazista, per tornare a casa, in Sicilia. In libreria dal 1° aprile.
Nino, giovane panettiere siciliano, viene catturato dopo l’8 settembre.
Dell’armistizio non ha capito granché, credeva che i tedeschi lo rispedissero a casa dalla sua famiglia, nelle Madonie, invece quel treno lo ha portato in un campo di prigionia in Austria, a patire fame, freddo e paura. Nino è un IMI, un internato militare, senza nemmeno i diritti di un prigioniero. Qualche conforto gli viene dall’amicizia con Lorenzo, un giovane toscano colto e spigliato, che con lui lavora nelle cucine governate dal Piemontese, un gigantesco macellaio. Insieme, i tre colgono l’occasione dello scompiglio per i festeggiamenti di capodanno del ’44 per fuggire. Ma fuori il freddo, la fame e la paura non mordono meno: orientarsi non è semplice, trovare cibo e riparo è un’impresa, e la gente è terrorizzata e feroce.

La Sicilia sembra irraggiungibile
e Nino lascia sul terreno, chilometro dopo chilometro, innocenza e giovinezza. Eppure, a sorreggerlo nel suo interminabile viaggio attraverso i territori occupati dai nazisti, dove combattono le bande partigiane e continuano i bombardamenti, e poi nella devastazione di un Sud martoriato dall’avanzata degli Alleati, c’è il ricordo della bellezza, il calore degli affetti.
Mentre si nutre con le lumache rosse che emergono dal terreno dopo la pioggia, emergono anche le sue memorie: la festa del Santo a Ferragosto, il profumo di burro e vaniglia dei biscotti preparati dal padre, il sapore dei babaluci in umido, l’emozione della Targa Florio, la celebre corsa automobilistica. E il calore dei baci di Maria Assunta che, forse, lo sta ancora aspettando e che lui desidera riabbracciare a ogni costo.
Antonio Albanese
1964, Olginate
Antonio Albanese ha pubblicato tra l’altro Diario di un anarchico foggiano (Baldini & Castoldi) e, presso Einaudi Stile libero, Giú al Nord (con Michele Serra ed Enzo Santin, 1999). Nel 2005 ha pubblicato per Stile libero Extra Cchiù pilu pe’ tutti e nel 2006 ha pubblicato per Stile libero Dvd Personaggi. (Dal sito Einaudi)











