Cronaca
Assolti da stupro perché vittima “mascolina”. Ora condannati

Assolti dopo aver stuprato una donna a Senigallia, perché vittima “mascolina“.
Questa era la sentenza choc del Tribunale di Ancona, che per avanzare la tesi assolutoria degli uomini, aveva fatto leva sul presunto aspetto mascolino della donna come elemento scagionante.
Ma la Cassazione era stata concisa: l’aspetto fisico di una donna che si dichiara vittima di stupro è del tutto «irrilevante» e si tratta di un «elemento non decisivo».
La sentenza è stata quindi annullata e rinviata alla Corte d’Appello di Perugia, che ha condannato gli uomini a 5 anni di carcere per stupro.
I fatti risalgono al 2015. La 22enne, di origini peruviane, si era recata al pronto soccorso insieme alla madre, dicendo di essere stata stuprata da un amico il giorno prima, mentre l’altro amico faceva il palo. I due erano stati condannati in primo grado, con l’accusa di stupro, aggravato dal fatto di aver somministrato alla vittima un mix di alcol e droghe. Ma erano poi stati assolti in Appello.
Arrivati in Cassazione, però, la Corte si è pronunciata come sopra, rinviando la sentenza alla Corte d’Appello di Perugia, che li ha di fatto condannati.
Gli ermellini, tra l’altro, hanno rimproverato ai giudici della sentenza cassata di non aver effettuato nessun “raffronto critico” con la sentenza di primo grado.









