ATP Roger’s Cup semifinali: Federer vs Lopez e Tsonga vs Dimitrov.

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In Canada, Federer batte Ferrer e si prende la semifinale. Tsonga affonda Murray e incontra Dimitrov, che annulla due match point e batte Anderson.

Due splendidi ultra-trentenni, due esponenti del tennis bello e offensivo, due sopravvissuti al tennis pallettaro: questo sono Feliciano Lopez e Roger Federer, freschi semifinalisti del torneo di Toronto.

Partiamo dal primo. Il bello di Spagna. Nel movimento tennistico spagnolo, guidato da due difensori straordinari come Ferrer e Nadal, Feliciano è, senza dubbio, una mosca bianca: rovescio ad una mano, maniacale uso del colpo in backspin, serve n volley, demi volè e un tennis anni ’70. Vincitori di quattro tornei in carriera, sette volte finalista a livello ATP, numero 15 del mondo come miglior ranking personale. Campione di Eastbourne 2014, Feliciano sta passando un buon 2014, assestandosi al numero 25 del mondo. Ieri doveva però affrontare un avversario ostico, ancora più impegnativo del già tostissimo Berdych battuto in 3 set agli ottavi. Il ragazzo canadese viaggia sulle ali dell’entusiasmo: mai fuori prima dei quarti di finale, semifinalista a Wimbledon e vincitore di Washington. Feliciano ha fatto ricorso alla sua esperienza e alla sua buona vena di questi giorni. Le statistiche parlano per lui. Non concede nulla al servizio. Feliciano non cannoneggia come Raonic ma ha percentuali eccellenti e nel primo set non lascia nemmeno una palla break al canadese che poi cede sul più bello. Primo parziale a favore dello spagnolo. Raonic, però, reagisce subito. Però Lopez non concede nulla. Il canadese riesce a trascinare l’avversario nel suo territorio preferito: il tie-break. 7 punti a 5 per Milos. Tutto sarà deciso al terzo set. Tutte le palle break che Milos non è riuscito a conquistarsi nei primi due set le ha nel terzo ma non riesce a convertirle. Ben nove opportunità che Feliciano chirurgicamente annulla. Lo spagnolo con raro cinismo ne ha una sola e la converte. Lopez si aggiudica set e partita. E’ lui il primo semifinalista. Lopez pareggia i conti negli scontri diretti. 2 vittorie a testa.

Passiamo a Federer. Qualsiasi aggettivo per lui non è sufficiente. Di fronte aveva un avversario che mai era stato in grado di sconfiggerlo e Roger ha mantenuto questo standard. 15-0 per lo svizzero. Non è stata una passeggiata di salute. Come di consueto Roger fatica a trasformare le palle break che brillantemente si guadagna giocando un tennis al bacio. Nel primo set, Ferrer strappa tre volte (affrontando 6 palle break) il servizio allo svizzero che a sua volta lo breakka cinque volte (su 9 opportunità). Il match è in equilibrio. E’ una questione di centimetri e di minimi dettagli questo quarto di finale. Federer si distrae nel secondo set e nonostante sia chirurgico nello sfruttare l’unica palla break concessa dall’avversario, è il valenciano a spuntarla e a trascinare la partita al set decisivo. Ma nel momento decisivo esce il campione vero. E Federer lo è. Alza il livello del servizio. 81% di punti con la prima e perfetto nel convertire la palla break. Federer festeggia di nuovo il suo compleanno con una vittoria.

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La tavola è apparecchiata per una splendida semifinale. Feliciano e Roger si sono incontrati 10 volte in passato. Ha sempre vinto lo svizzero.

L’altro lato del tabellone vede protagonista l’uragano Tsonga. Jo-Wilfried è carico come raramente si è visto. Ha spazzato via Djokovic in due set. Si trova di fronte Murray. In dieci incontri, Murray aveva sempre vinto e dominato il francese. Questa volta Tsonga non ci sta. Prende in mano il primo set e lo porta al tie-break. Dopo uno scambio di break, si arriva allo spareggio: terreno fertile per il francese che, infatti, vince. Murray reagisce. Serve benissimo e breakka due volte il francese e porta la partita al set decisivo. Tsonga alza il suo livello di gioco e Murray non può nulla. Troppo esplosivo quando è in giornata. Spettacolare come pochi altri nel circuito. Vince il set e si prende la soddisfazione di battere due top ten in due giorni. Jo si prende una delle pochissime soddisfazioni di questa stagione in cui è crollato alla posizione numero 15 e non ha mai reso come il suo talento gli permetterebbe. Ora lo attende Dimitrov. Sarà una partita spettacolare.

Dimitrov non delude e si conferma giunto a completa maturazione. Non è più mister Sharapova ma un vero giocatore. Il bulgaro affrontava un giocatore molto solido, Kevin Anderson, contro il quale però aveva quasi sempre vinto, perdendo una sola volta su cinque. Il match di ieri è stata un’autentica maratona, in cui il Bulgaro affronta ed annulla due match point. Tra il sudafricano e Dimitrov era già stata battaglia ad Acapulco e lo spettacolo non è stato da meno in Canada. Dimitrov spara 15 ace e confeziona 44 vincenti e si aggiudica un’altra semifinale. Anderson si mangia le mani ancora una volta, sfiorando un’altra volta la semifinale a questo livello. Il tie-break è uno psico-dramma. Dimitrov trova una giocata incredibile, sfiorando l’incrocio delle righe, poi non contento Grigor cade ma riesce a trascinare lo scambio e a vincere il tie-break. Le sue condizioni sono da monitorare.

Semifinale pronte: spettacolo garantito.