Avvelenata la spina nel fianco di Berlusconi

La testimone chiave dei processi Ruby è morta e le cause sembrano portare all'avvelenamento.

Imane è stata la testimone chiave nei processi contro Berlusconi Fotocredit: Huffington Post

Imane Fadil è morta. Il primo marzo la ragazza è deceduta all’ Humanitas dove era stata ricoverata a fine Gennaio. Imane Fadil è stata una testimone chiave per il processo Ruby. Il procuratore di Milano, Francesco Greco, ha dichiarato che è stata aperta un’ indagine per omicidio dopo che, in seguito all’autopsia e alle analisi tossicologiche, la causa di morte era risultata essere avvelenamento per “mix di sostanze radioattive“. La stessa Imane nei giorni precedenti al decesso aveva confessato a familiari e legali di temere di essere stata avvelenata.

Le testimonianze di Imane

Nel processo Ruby Imane aveva espresso il suo parere su Silvio Berlusconi senza badare troppo a dosare le proprie parole: “Questo signore fa parte di una setta che invoca il demonio. Una sorta di setta, fatta di sole donne, decine e decine di femmine complici. Là dentro c’è il Male, io l’ho visto, c’è Lucifero”.

La giovane modella 34enne marocchina era stata la spina nel fianco di Silvio Berlusconi nel caso Ruby e Ruby Bis sulla compravendita delle testimonianze al fine di mentire per coprire eventuali racconti compromettenti riguardo gli eventi che presero luogo ad Arcore . Secondo la Repubblica Fadil si era trasferita a Torino e, dopo aver conosciuto Lele Mora ed aver stretto un accordo lavorativo con lui, aveva partecipato a video-clip ed a programmi televisivi, aveva poi conosciuto Emilio Fede e Silvio Berlusconi, nonostante questo dica di non averla mai incontrata, da qui la sua partecipazione alle feste passate alla storia come i Bunga Bunga party.

Imane Fadil, testimone chiave contro Berlusconi
Fotocredit: Leggilo.it

Cause misteriose

Stando alle testimonianze Imane si è sentita male a causa di un amico con il quale conviveva ed è stata subito portata in ospedale e ricoverata (29 Gennaio) in condizioni molto gravi, secondo il procuratore Greco i sintomi che presentava la Fadil all’ arrivo in ospedale erano già riconducibili all’ avvelenamento, nonostante questo nessuno tra medici e infermieri ha avvertito la magistratura ne’ durante la permanenza della ragazza in ospedale e nemmeno il giorno della morte.

La procura ha disposto accertamenti su documenti, esami del sangue di Fadil al suo ingresso al pronto soccorso, oggetti personali e scritti che la ragazza avrebbe poi raccolto in un libro sulla sua storia. Il testimone chiave ora sarà suo fratello che negli ultimi tempi era diventato il suo confidente.

La procura sta indagando sulla morte poiché questa è ancora avvolta nel mistero e piena di anomalie. Certamente è ancora troppo presto per trarre conclusioni ma è sicuro che la coincidenza della tragica fine della modella sia alquanto inquietante.

Recentemente Fadil era stata esclusa dalla lista di testimoni delle parti civili per il processo Ruby Ter, riguardo la corruzione in atti giudiziari, queste erano state le sue parole a riguardo “Tutto questo è iniziato quando avevo 25 anni e oggi ne ho 34. Ho sempre detto la verità e ho respinto tanti tentativi di corruzione da parte di Silvio Berlusconi e del suo entourage. Oggi non è una bella giornata. Per ciò che succedeva ad Arcore noi abbiamo pagato più di tutte quelle che hanno deciso invece di farsi corrompere

Imane dopo il processo
Fotocredit: Vanity fair

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