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Barcolana da record per Trieste

Lo slogan della Abramovic e quello dei cittadini: "Siamo tutti nella stessa barca".

Il motto della Abramovic
Barcolana 50-Il motto della Abramovic

Edizione da record per la Barcolana 50

l'imbarcazione Spirit of Portopiccolo
“Spirit of Portopiccolo” vince la Barcolana.

Splendida edizione quella della Barcolana 50 di Trieste, che vede per il team dei fratelli Benussi, la gioia del terzo successo consecutivo: i fratelli Furio e Gabriele, insieme ad un equipaggio di qualità, conducono le vele di “Spirit of Portopiccolo”, alla vittoria meritatissima dopo 57 minuti e 4 secondi di gara, nel meraviglioso Golfo di Trieste.

A fare da contorno alla regata velica internazionale, oltre 200 mila persone presenti e ben 2.689 barche iscritte, incorniciate dal blu del cielo di Trieste che ha visto poco prima dell’inizio gara, una straordinaria esibizione delle Frecce Tricolore.

Ecco il video:

Spirit sfrutta il vento capriccioso

Equipaggio Spirit
L’equipaggio dello Spirit esulta per la vittoria.

Sole e vento sui 18 nodi da Est e la regata ha inizio con l’atteso colpo di cannone:” Tempus fugit”, con i suoi 30 metri parte bene e apre il mare seguita subito dopo da “Spirit of Portopiccolo” nei frenetici minuti di distacco: il team dei fratelli Benussi riesce grazie alla conoscenza del “mare di casa” e sfruttando le vele capricciose al vento, a superare Tempus Fugit nonostante le dimensioni inferiori e una tecnologia diversa da quella dell’imbarcazione in testa, portandosi quindi alla vittoria.

Manifestazioni politiche e solidali nel cuore della regata

cittadini manifestano a Trieste
Lo slogan della manifestazione

Un edizione da vero record la Barcolana50 , che diventa “regata politica” attraverso i messaggi di solidarietà trasmessi nel corso dell’evento internazionale: la Mediterranea impegnata nel salvataggio dei migranti in mare, espone il suo motto creato da Marina Abramovic : ” We’re all in the same boat”, siamo tutti sulla stessa barca.  Numerosi  gli equipaggi che hanno espresso la solidarietà, al progetto portato avanti dalla Mediterranea. “Abbiamo riflettuto e abbiamo ritenuto che fosse significativo aderire a una manifestazione che avesse per slogan e manifesto quanto scritto da Marina Abramovic” dice Michela Murgia che ha partecipato come testimonial per la Mediterranea: “c’è una regola del mare in base alla quale chi ha bisogno va salvato. Quel mare in cui oggi si è corso e ci si è divertiti, è lo stesso mare in cui ogni notte muoiono in media otto persone. Mediterranea è lì per testimoniare e in qualche caso anche salvare”.

Manifestazione dei cittadini

E mentre si fanno valere i diritti per mare, sulla terraferma un gruppo di cittadini espone uno slogan altrettanto esaustivo : “Tutti nella stessa barca: lavoro e dignità. No assistenzialismo“.

A farlo è il Gruppo 3000, che include un insieme di persone che vivono invece, la pesante crisi economica che ha colpito la città di Trieste negli ultimi anni. L’articolo inerente, uscito sul quotidiano locale “Il Piccolo“, parla della manifestazione pacifica che si è tenuta ieri durante la giornata dedicata alla regata.

Gli obbiettivi della manifestazione

Chiari e determinati gli obbiettivi della manifestazione: sensibilizzare innanzitutto le istituzioni a causa dei continui ritardi dovuti al pagamento della misura di sostegno regionale MIA/SIA e  reintegro al lavoro, oltre alle perplessità sollevate dai cittadini nei riguardi del futuro Reddito di Cittadinanza, tutela lavorativa e centri per l’impiego.

L’obbiettivo primario di questa manifestazione cittadina, secondo i coordinatori del gruppo Ettore Ribaudo e Massimo Giraldi, è chiaro: “Lavoro è dignità per i cittadini, no assistenzialismo. Solo il lavoro può restituire ai cittadini la dignità e l’indipendenza economica”.

Cambio di rotta

Si chiede quindi un vero e proprio “cambio di rotta” per la città di Trieste con investimenti atti a favorire i progetti per creare posti di lavoro, una volta lasciato lo scenario della Barcolana: si è posto l’accento in particolar modo sulle donne, categoria ancora tristemente penalizzata e costretta a sostenersi con il sussidio: madri separate con figli a carico, che non hanno la possibilità di entrare in un ottica lavorativa “seria”, con orari che garantiscano il  pieno rispetto del loro compito principale : quello di essere madre. Over 50 e altre categorie di donne, ancora in grado di essere inserite in una realtà lavorativa, che invece devono usufruire dell’assistenza.

Il gruppo, sensibile anche al tema della disabilità, ha esposto le principali problematiche del cittadino, nel pieno rispetto dell’evento in corso nella città marittima.

..E come per la regola del mare, dove “chi ha bisogno va salvato”, speriamo che ciò si verifichi anche sulla terra ferma al fine di garantire ai cittadini italiani, benessere, indipendenza economica e dignità lavorativa.

di Monica Ellini

 

 

 

 

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