Bimba morta su TikTok, risponde il Garante alla Privacy

Il Garante alla privacy spiega: "L'attenzione sull'età era già nata in tempi non sospetti"

La morte della piccola Antonella ha sconvolto l’Italia intera, e il Garante della Privacy pensa a dei seri provvedimenti affinché quello che è successo alla povera bambina non succeda mai più. In un’intervista a La Stampa chiarisce alcuni punti circa il provvedimento che verrà preso nei confronti della piattaforma, e quali saranno le conseguenze.

Il provvedimento vieta a Tik Tok di trattare dati personali di utenti dei quali non è in grado di verificare l’età perché in assenza di verifica non può escludere – ed appare anzi altamente probabile – che anche minori di tredici anni utilizzino il servizio che essa stessa dichiara destinato esclusivamente a un pubblico di ultra-tredicenni e che anche minori di quattordici anni – età prevista dalla disciplina italiana in materia di privacy – prestino il consenso al trattamento dei loro dati per finalità commerciali. Poi starà a Tik Tok valutare se e in che termini riuscirà a dare un’esecuzione selettiva, ovvero limitata solo ad alcuni utenti, al provvedimento. Tik Tok non può porre in essere nessun trattamento di dati personali senza essere ragionevolmente certa che, a monte, vi sia un contratto validamente concluso e/o un consenso validamente acquisito”.

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Dopo di che, il membro garante Guido Scorza ha spiegato che la decisione di attenzionare l’età di chi accede alla piattaforma, non è nata ora che si è verificata questa immane tragedia, ma ben prima: “L’attenzione al problema è nata in tempi non sospetti e su base esclusivamente razionale e giuridica. Venerdì, poi, davanti alla vicenda di Palermo, almeno per come raccontata dai media e sulla base delle prime informazioni acquisite, abbiamo ritenuto che i rischi da noi già paventati un mese prima stessero prendendo forma nella maniera più drammatica possibile e ci siamo risolti ad adottare un ordine cautelare, urgente e temporaneo che non pregiudica la decisione finale ma che al tempo stesso, se adempiuto, potrebbe scongiurare il rischio del verificarsi di altri episodi come quello accaduto a Palermo o, probabilmente, accaduto a Palermo. Abbiamo agito sulla base della pressione dei media? Non direi. L’umanità e la nostra coscienza hanno avuto un ruolo nella decisione? Sarebbe ipocrita rispondere di no. l’Autorità è composta, credo di poter dire, per fortuna, da donne e uomini ai quali è affidato il compito di difendere un diritto delle persone. Lo facciamo tutti i giorni con la testa, con il buon senso, con la passione e con le nostre coscienze. Ovviamente sempre e solo applicando la legge”.

Francesca Angelica Ereddia
Francesca Angelica Ereddia
Classe 1990, Laureata in Giurisprudenza, siciliana, una passione per la scrittura, la musica e l'arte. Per aspera ad astra, dicevano. Io, nel frattempo, continuo a guardare le stelle.