Economia

Bonus GPL e metano 2026: fino a 800 euro per trasformare l’auto, ecco chi può ottenere l’incentivo e come funziona

Fino a 800 euro di contributo per installare un impianto GPL o metano sulla propria auto. Ecco chi può ottenere il bonus, come funziona e quali sono i requisiti previsti dalla normativa.

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Il Governo ha destinato parte delle risorse del Fondo Automotive 2026-2030 agli incentivi per la trasformazione dei veicoli già circolanti mediante l’installazione di impianti a GPL o metano. L’obiettivo della misura è favorire una mobilità più sostenibile, ridurre i costi di utilizzo dei veicoli e incentivare l’impiego di carburanti alternativi, senza rendere necessario l’acquisto di un’auto nuova.

Quanto spetta con il Bonus GPL e metano

L’incentivo consiste in un contributo riconosciuto direttamente al momento dell’installazione dell’impianto:

  • 400 euro per un impianto GPL;
  • 800 euro per un impianto a metano.

Il contributo viene applicato come sconto immediato in fattura dall’installatore aderente all’iniziativa. Non si tratta quindi di una detrazione fiscale né di un rimborso da richiedere successivamente.

Chi può beneficiare dell’incentivo

Possono accedere al bonus:

  • le persone fisiche;
  • le persone giuridiche, ad esclusione delle imprese che esercitano attività di commercio di autoveicoli.

L’incentivo è destinato ai veicoli della categoria M1, cioè alle autovetture destinate al trasporto di persone con un massimo di otto posti oltre al conducente.

Secondo le indicazioni pubblicate sul portale ufficiale Ecobonus, sono ammissibili i veicoli con classe ambientale almeno Euro 4, alimentati a benzina, diesel, ibridi benzina/elettrico o ibridi diesel/elettrico, purché la conversione a GPL o metano sia tecnicamente possibile e conforme alla normativa vigente.

Quali impianti sono ammessi

Il contributo è riconosciuto esclusivamente per l’installazione di impianti:

  • nuovi;
  • omologati;
  • installati presso officine abilitate.

Al termine dell’intervento il veicolo deve essere sottoposto al collaudo previsto dalla normativa e deve essere aggiornato il documento di circolazione con la nuova alimentazione.

Come si richiede il bonus

L’automobilista non deve presentare alcuna domanda al Ministero.

La procedura viene gestita direttamente dall’installatore aderente, che prenota il contributo attraverso la piattaforma telematica dedicata e applica lo sconto in fattura al cliente, recuperando successivamente l’importo secondo le modalità previste dalla normativa.

Le risorse disponibili

Il Fondo Automotive ha destinato agli incentivi retrofit:

  • 4 milioni di euro per il 2026;
  • 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2027, 2028 e 2029;
  • 1 milione di euro per il 2030.

Le risorse sono ripartite tra le due tipologie di alimentazione, con il 60% destinato agli impianti a metano e il restante 40% agli impianti GPL.

C’è una scadenza?

Al momento non è prevista una scadenza unica valida per tutti gli anni di applicazione della misura.

Le richieste possono essere presentate fino a esaurimento delle risorse disponibili per ciascuna annualità. Una volta terminati i fondi stanziati, non sarà più possibile ottenere il contributo fino all’eventuale rifinanziamento previsto per l’anno successivo. Il programma di incentivi è finanziato nell’ambito del Fondo Automotive 2026-2030.

Perché può convenire

L’installazione di un impianto GPL o metano può consentire di ridurre il costo dei rifornimenti rispetto ai carburanti tradizionali, a seconda dei prezzi praticati e dell’utilizzo del veicolo.

Grazie al contributo statale, anche il costo dell’installazione si riduce sensibilmente, rendendo la trasformazione più conveniente per molti automobilisti. Per chi possiede un’auto ancora in buone condizioni e compatibile con l’intervento, il retrofit può rappresentare un’alternativa all’acquisto di un nuovo veicolo, con un risparmio sia sul costo iniziale sia sulle spese di utilizzo.

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