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Bufera su Alitalia, la compagnia aerea blocca i passeggeri senza motivo

Doveva volare a Parigi, per potersi finalmente ricongiungere con il suo fidanzato, ma viene fermata in aeroporto. Dall’ambasciata francese arriva poi l’indiscrezione: lei ha il diritto di partire, ma la compagnia l’ha lasciata a terra, per non saldare una probabile multa. Per la legge francese, potrebbe tornare a Banyuls-sur-Mer, dove abita con il suo ragazzo e studia coralli all’Observatoire Océanologique, ma Alitalia, la sola compagnia aerea che in questo momento, serve il percorso Roma-Parigi, ha deciso di non farla partire.

Cosa è successo? Alitalia blocca la sua partenza

Questa è la storia di Bruna Giordano, biologa marina, romana di 25 anni, che nell’ultima settimana, per illustrare le sue ragioni, ha dibattuto con cinque hostess di Alitalia, con un referente alle vendite e con l’ambasciata francese, affinché le venissero riconosciuti e garantiti, i propri diritti. Dichiara che se al posto suo, ci fosse stata un’altra persona, avrebbe perso anche i soldi del biglietto, e l’ambasciata stessa, le ha convalidato che è colmo di persone, che vengono bloccate senza alcun motivo dalla compagnia e che non combattono affinché vengano loro riconosciuti i propri diritti.

L’origine dell’accaduto, si cela dietro ad una multa di 400 euro, che i paesi realizzano alle compagnie aeree, nel momento in cui queste, consentono a persone che non sono in regola, di viaggiare. E così è Alitalia a determinare chi può partire e chi no. La giovane ricercatrice era andata in Francia, per lavorare alla sua tesi di laurea magistrale all’Estero e poi, per un tirocinio pratico in laboratorio, dopo aver vinto una borsa di studio. E’ rimasta fino a marzo, è poi tornata a Roma, per il compleanno della sua mamma. In questi 8 mesi, è tornata in Francia pochissime volte, l’ultima volta a Natale.

Gli italiani che abitano all’Estero, dovrebbero fare richiesta al Consolato se restano più di 12 mesi fuori, per il cambio di residenza, ma nel suo caso era ancora presto, anche se ha intenzione di farlo, così potrà anche avere la possibilità di voto, in un Paese in cui, ormai, vive insieme al suo compagno. Il domicilio in Francia, è in concretezza, una nozione molto vicina alla residenza e si può chiedere un’attestazione di domicilio, attraverso una comunicazione da parte della persona che ti ospita a casa, in questo caso Adrien, il fidanzato francese di Bruna. Al momento della partenza, lei era in possesso di questo documento. Praticamente, aveva le carte per dire che quella casa a Banyuls-sur-Mer era anche la sua di casa. Sabato 16 maggio però, la hostess di Alitalia, le ha domandato il contratto di lavoro, come se quello fosse l’unico documento essenziale per rientrare, in modo legale, in Francia. Essendo la ragazza, congiunta con un cittadino francese, sapeva che per la legge, era sufficiente ciò, per poter rientrare in Francia, soprattutto in virtù del fatto che nel paese francese, per “congiunti” si comprendono anche i partner in unioni civili e i conviventi. La stessa, era in possesso di un’attestazione di concubinage. In più, possedeva anche, il suo contratto di tirocinio di ricerca. Ma la ricerca, viene troppo spesso equivocata con lo studio universitario e non viene identificata come lavoro.

La rabbia di Bruna, risiede nel fatto che ha acquistato il biglietto, ottemperando a tutti i requisiti di accesso richiesti, facendo attenzione ad ogni piccolo cavillo, proprio per non incorrere in nessun tipo di problema o sanzione. Sul sito dell’Alitalia, si scorge un elenco minuziosamente dettagliato, di tutti i paesi con le corrispondenti restrizioni e limitazioni previste. Per la Francia, come si legge poi sui siti web dell’autorità, è sufficiente avere con sé due autocertificazioni: una per il movimento internazionale ed una per quello tra le regioni. Due moduli semplici, molto simili alle autocertificazioni italiane, documentazioni stampate e firmate dalla ragazza, il giorno prima della sua partenza.

Tra le alternative, c’era anche il suo caso di “persona congiunta ad un residente“. Tra tutte le ipotesi considerate, non avrebbe mai creduto di restare bloccata in aeroporto e di non poter raggiungere il proprio compagno. Così, Bruna ha trascorso interi giorni incollata al telefono, tra le musichette del centralino di Alitalia ed i vari passaggi telefonici a diversi operatori, per ricevere spiegazioni, ottenere un rimborso o un nuovo biglietto, ed avere dunque, delucidazioni in merito al triste accaduto.

Alla fine di tutta questa triste vicenda, ha conseguito dalla compagnia aerea, finalmente un nuovo biglietto per Parigi, per il 3 giugno. Resta la sua paura, con i conseguenti innumerevoli punti interrogativi e la mancanza di sicurezza, sulla data della sua nuova partenza. Ma dall’ambasciata, ha ricevuto una garanzia: per la legge, lei ha il diritto di partire, ma Alitalia si è presa la responsabilità di lasciarla a terra per non saldare una probabile multa. La cosa più irrazionale di tutta la storia – dice Bruna – è che ti fanno acquistare il biglietto priva di problemi, e poi non ti fanno viaggiare per paura di essere multati.

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