Calcio, Adebayor in Africa contro il malocchio

Calcio, Adebayor in Africa contro il malocchio

Quando un attaccante non segna da tempo, spesso parliamo di ”porta stregata” o di ”maledizione del gol”. Modi di dire? Fantasie? Provate a chiederlo ad Emmanuel Adebayor. Il centravanti ha sorpreso tutti nei giorni passati ottenendo dal Tottenham il permesso di tornare nella sua patria, il Togo. Il motivo? Ignoto. L’allenatore degli Spurs, Pochettino, parla di ”problemi personali” e di far ”chiarezza nella testa”. Il Daily Mail accennava alle condizioni di salute di un familiare. Ma in queste ore sono emerse indiscrezioni di altro tenore.

Adebayor sta vivendo un periodo difficile sul piano professionale: solo due gol in 10 partite con il Tottenham e condizioni fisiche altalenanti senza ragione apparente. La causa di ciò sembra essere nientedimeno che una maledizione. Un juju, per l’esattezza. E a infliggergliela sarebbe la madre, definita da Adebayor stesso una ”strega” in un’intervista di poche settimane fa. Il viaggio in Africa non sarebbe quindi che un tentativo di sfatare questo male invisibile. Ma come?

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Emerge così una brutta storia di rapporti familiari difficili. Adebayor non parla con la madre da un anno. La sorella lo accusa di averla abbandonata, lui risponde il contrario. E chiede “Come posso restare in contatto con mia madre se dice a tutti che non andrò avanti nel mio lavoro? Come posso parlare con lei se insieme alle mie sorelle tramano juju verso di me?”. Che la vera maledizione da sconfiggere non sia altro che l’orgoglio?

 

Nato nel 1986 a Carate Brianza (MB) ma cresciuto in Sicilia. Ha studiato Editoria e Scrittura alla Sapienza di Roma laureandosi con una tesi dedicata al giornalismo culturale de 'la Repubblica'. Coltiva molti interessi fra cultura, politica e sport. Crede nel valore del libero confronto fra idee e mette tutto il suo impegno nel sostenerlo.