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Canili comunali: botta e risposta tra le Associazioni

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Abbiamo raccontato ieri la situazione del canile comunale di Roma Capitale della Muratella (https://www.quotidianpost.it//canile-porta-portese-collasso-istituzioni-capitoline-dove/), gestito dall’Associazione Volontari del Canile di Porta Portese e della lettera che questi ultimi hanno indirizzato a Sindaco e Direttore Generale della ASL RmD, per chiedere l’intervento. in campo delle istituzioni.

Al momento non sembra esserci stata alcuna risposta istituzionale, ma, al contrario, due Associazioni, Earth e Codici, attraverso una conferenza stampa, hanno presentato il dossier “Affari da cani”, in cui chiedono a loro volta di poter essere sentite in merito alla questione e che i canili della Capitale vengano chiusi, perché non a norma e frutto di una cattiva gestione protratta nel corso degli anni. Insomma da una parte dei volontari del canile, che vogliono più fondi dal Comune, e dall’altra delle associazioni, che, invece, chiedono la chiusura definitiva delle strutture. Al centro della disputa, cani e gatti in attesa di giudizio. Ma cerchiamo di capire meglio cosa precisamente Codici e Earth denuncino e quali specifiche richieste queste avanzino.

Innanzitutto, l’anomalia nasce da un’assenza di bando di gara per la gestione dei quattro canili della città (Canile Comunale Muratella,Rifugio Ponte MarconiEx Cinodromo,Parco Canile VitiniaEx Poverello eValle dei Cuccioli), i quali, pertanto, continuano ad essere frutto di un affidamento diretto da parte del Comune alle associazioni di volontariato, ormai da troppi anni.

L’ultimo bando risale, infatti, a 17 anni fa, quando, l’allora responsabile dell’Ufficio Diritti Animali del Comune di Roma, Monica Cirinnà ha affidato il controllo e la gestione di tutte le strutture ad una sola associazione di volontariato, l’Associazione Volontari del Canile di Porta Portese (AVCCP). Dunque, niente bandi e una sorte di monopolio cittadino per l’accoglienza di cani e gatti.

Tutto ciò, a prima vista, potrebbe portare alla conclusione che il servizio sia ormai ben avviato e collaudato, vista la longevità della sua esistenza e visto, soprattutto, il fatto che ci sia stata una così costante continuità di gestione. Ma così non è. Infatti, secondo quanto affermano Earth e Codici, due Associazioni impegnate in prima linea nella difesa dei diritti non solo umani, ma anche animali, la qualità di vita offerta a cani e gatti, all’interno di questi canili, è sotto ogni standard di accettabilità, malgrado i fondi messi a disposizione dalle Istituzioni per la gestione delle quattro strutture. Si parlerebbe di quattro milioni e mezzo di euro per il solo anno 2006, dei quali, soltanto l’8% sarebbe stato usato per accudire gli animali, mentre il restante 92% sarebbe stato speso per emolumenti, sanzioni, compensi e acquisto di abiti da lavoro. A ciò va, poi, aggiunto che le spese delle utenze anche sono a totale carico di Roma Capitale.

E si arriva così all’anno 2014. Ancora una volta non è previsto alcun nuovo bando pubblico di gara per l’affidamento dei canili, ma si sceglie di continuare sulla via, ormai collaudata, dell’affidamento diretto delle strutture e, unica associazione chiamata in causa, è di nuovo AVCCP.

Si parla di cifre particolarmente esose. Siamo, infatti, sull’ordine di uno stanziamento pari a 9.389.295 euro, il 57% dei quali vanno totalmente ad AVCCP.

L’Associazione Codici non ci sta e presenta, perciò, un ricorso al Tar, all’interno del quale è denunciata in maniera dettagliata la situazione appena descritta. La richiesta è quella di riuscire a superare la logica dell’associazionismo, affinché le istituzioni capitoline prendano direttamente in carico in prima persona la gestione dei canili della città, ridiano loro la giusta dignità di strutture ricettive e, poi, promuovano nuovi bandi. Un piccolo spiraglio di luce sembra aprirsi all’orizzonte, tramite un avviso di reperimento di manifestazione di interesse di organismi convenzionati con Roma Capitale per la gestione dei canili. Sembra, abbiamo detto, ma non è. Infatti i vincoli per poter accedere a presentare la domanda riportano, ancora una volta, ad escludere gran parte delle associazioni e a far tornare in cima alla lista il nome di AVCCP. Per poter accedere alla procedura è necessario essere società animaliste, aver già fatto quest’attività ed essere iscritti all’albo regionale. Quindi fuori chi non ha esperienza, chi non è precipuamente indicata come animalista e chi non appartiene alla Regione Lazio. Quanti nomi rimangono? E, soprattutto, con così pochi attori in gara, può davvero esserci una gara competitiva per la gestione dei canili? Tutti interrogativi, che Codici ha sollevato e che hanno portato alla presentazione di un esposto alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti per danno erariale.

Insomma, un vero e proprio botta e risposta tra le parti senza esclusione di colpi. Vedremo ora quale sarà la prossima mossa e, soprattutto, da quale delle parti coinvolte verrà fatta. Al centro rimangono tutti i cani in attesa di adozione, che, nel frattempo, sono ospiti delle strutture e meritano rispetto e tutela.

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