Cronaca
Caso Ilaria Salis, la Farnesina: “per lei misure alternative al carcere”

Il caso Ilaria Salis ha indignato l’Italia, la donna è stata portata in un tribunale ungherese in catene e, secondo il governo italiano, questa rappresenterebbe una violazione delle normative europee in merito.
A pensarla cosi è anche il segretario generale della Farnesina, Ambasciatore Riccardo Guariglia, il quale ha convocato questa mattina al Ministero degli Esteri l’incaricato d’Affari della Repubblica di Ungheria.
“Nel ribadire la protesta del Governo italiano per le condizioni” in cui Ilaria Salis è detenuta e viene trattenuta nelle udienze, Guariglia “ha espresso la ferma aspettativa del Governo” affinché alla Salis sia accordato “al più presto un regime di custodia cautelare in linea con la normativa europea, incluse misure alternative alla detenzione in carcere“.
Anche il legale della donna, Eugenio Losco, concorda con la visione della Farnesina: “C’è stato un primo incontro con l’ambasciatore e per la prima volta c’è un concreto interesse ad appoggiare la nostra richiesta che Ilaria torni a casa e sia liberata. E questo si può realizzare con la misura dei domiciliari in Italia“.
Anche Amnesty International ritiene che la Salis vada liberata per scontare i domiciliari in Italia:
“Riguardo alla vicenda di Ilaria Salis potrebbe essere applicata una norma, la decisione quadro del 2009 del Consiglio europeo sul reciproco riconoscimento delle decisioni sulle misure alternative alla detenzione cautelare, che in questi casi prevede per il detenuto una serie di misure alternative, come i domiciliari“.









