Catena Fiorello vs Diletta Leotta e Jula Rebreal: “Non dovremmo aver bisogno di monologhi a favore delle donne”

Catena Fiorello condanna dalle pagine del Corriere della Sera i monologhi a favore delle donne recitati a Sanremo da Jula Rebreal e Diletta Leotta

Photocredit Catena Fiorello Instagram

Catena Fiorello volto meno noto dei suoi fratelli Beppe e Rosario, scrittrice e autrice affermata è stata intervistata dal Corriere della Sera in occasione del’uscita del film Picciridda tratto da un suo romanzo, una pellicola a cui è molto affezionata perchè racconta una storia a lei molto vicina.

Catena non ha potuto fare a meno di parlare del rapporto che ha con i suoi fratelli non negando che in alcuni casi ha dovuto imporsi per far riconoscere la sua professionalità, che ovviamente prescinde dal lavoro eccellente di Rosario e Beppe. Catena ha lavorato in tv ma sempre dietro le quinte, è stata autrice di alcuni programma ma non si è mai approfittata per affermarsi del suo cognome di cui è sempre andata fiera.

Immancabile il commento della scrittrice sulla presenza all’Ariston di Fiorello, Catena riconosce che il fratello si è molto divertito e tutto ciò che ha fatto è strettamente legato all’amicizia storica che ha con Amadeus.

Catena Fiorello critica e ostile ai monologhi di Diletta Leotta e Jula Rebreal

Catena Fiorella non ha potuto fare a meno di criticare i monologhi presentati da Diletta Leotta e Jula Rebreal finalizzati a tutelare, difendere, e affermare il ruolo delle donne nella società. La scrittrice è convinta che se c’è bisogno di fare monologhi di questo genere a favore dell’universo femminile su palchi importanti come l’Ariston non abbiamo ancora raggiunto nessun tipo di modernità:

“La vera modernità sarà quando noi donne non saremo costrette a fare i monologhi per dire: guardate che ci siamo anche noi. Se Rula Jebreal deve raccontare quella bella storia drammatica per attirare l’attenzione, tutta questa parità non c’è. E se Diletta Leotta dice che la bellezza è un dono, non aggiunge qualcosa alla buona causa delle donne.