Economia
Come chiedere la Naspi: requisiti principali

La Naspi ex indennità di disoccupazione puó essere richiesta dal lavoratore che ha perso in maniera involontaria la sua occupazione.
La richiesta va fatta presso l’INPS, inoltrando la domanda di Naspi. Tale domanda, deve essere presentata necessariamente in via telematica: le altre modalità non sono accettate. La domanda può essere presentata direttamente dal cittadino, attraverso il portale INPS, e tramite il proprio PIN Inps personale, altrimenti lo stesso può avvalersi di supporto tramite i servizi telematici di un patronato. Si può entrare in contatto con l’INPS anche attraverso i numeri del contact center: 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 da rete mobile.
Che cos’è la Naspi?
Naspi sta per Nuova assicurazione sociale per l’impiego ed è un’indennità mensile che, dal 2015, spetta ad alcuni lavoratori assunti con rapporto di lavoro subordinato, che hanno perso il loro impiego involontariamente.La Naspi spetta anche a coloro che hanno un contratto di apprendistato, ai lavoratori delle pubbliche amministrazioni, ai soci lavoratori delle cooperative, ma non spetta ai lavoratori a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni, agli operai agricoli, ai titolari di assegno di invalidità.
Entro quando va presentata la domanda
La domanda va presentata entro 68 giorni, a pena decadenza. I giorni iniziano a decorrere:
• dalla data di cessazione del rapporto di lavoro;
• dalla cessazione del periodo di maternità indennizzato nel caso in cui la maternità è insorta nel corso del rapporto di lavoro successivamente cessato;
• dalla cessazione del periodo di malattia indennizzato o di infortunio sul lavoro e/o malattia professionale, nel caso in cui questi eventi sono insorti nel corso del rapporto di lavoro successivamente cessato;
• dalla definizione della vertenza sindacale o dalla data di notifica della sentenza giudiziaria;
• dalla cessazione del periodo corrispondente all’indennità di mancato preavviso ragguagliato a giornate;
• dal trentottesimo giorno dopo la data di cessazione, in caso di licenziamento per giusta causa.
Vi sono, però, alcuni casi in cui il termine per la presentazione della domanda viene sospeso, ed in particolare la circolare dell’INPS a riguardo individua due macro casistiche:
• in caso di malattia comune indennizzabile da parte dell’Inps o di infortunio sul lavoro e/o malattia professionale indennizzabile da parte dell’Inail, insorti entro i 60 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato, il termine resta sospeso per la durata della malattia o dell’infortunio e riprende a decorrere per la parte residua al termine della malattia o dell’infortunio.
• in caso di maternità indennizzabile insorta entro i 68 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro, il termine resta sospeso per un periodo pari alla durata dell’evento di maternità indennizzato e riprende a decorrere per la parte residua al termine del predetto evento;
Dopo aver ricevuto la domanda, l’INPS accredita mensilmente il sussidio al disoccupato, solitamente mediante conto corrente bancario. Prima, però, vi è una verifica sui requisiti, spiegati nelle righe sotto.
I requisiti per richiedere la Naspi
Prima di inoltrare la domanda bisogna verificare di essere in possesso di tutti i requisiti necessari. Il primo e fondamentale requisito è, ovviamente, lo stato di disoccupazione, dato che si tratta di una misura a sostegno di persone che si trovano ad essere disoccupate contro la loro volontà.
I soggetti disoccupati, inoltre, devono dichiarare sul portale nazionale delle politiche del lavoro l’immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa e alla partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro concordate con il centro per l’impiego. Inoltre, la perdita di impiego deve essere involontaria e non dovuta alla risoluzione consensuale del rapporto di lavoro oppure alle dimissioni del dipendente.
La Naspi, però, spetta anche in alcuni casi particolari, in primis le dimissioni per giusta causa, che ricorrono in caso di situazioni che non permettono la prosecuzione del rapporto lavorativo. La Naspi può essere richiesta anche in caso di risoluzione del rapporto di lavoro consensuale dovuta a ragioni organizzative o/e economiche (giustificato motivo oggettivo). Un ulteriore caso in cui è prevista la Naspi in caso di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro è il rifiuto del lavoratore di trasferirsi in un’altra sede della medesima azienda distante più di 50 km dalla residenza del lavoratore e/o mediamente raggiungibile con i mezzi pubblici in più di 80 minuti. In questi due casi, infatti, si desume che il dipendente non abbia realmente voglia di risolvere il rapporto di lavoro.
Per richiedere la Naspi, inoltre, occorre un requisito contributivo. L’ex dipendente, deve aver infatti cumulato almeno 13 settimane di contribuzione, contro la disoccupazione nei quattro anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione. Al fine del computo, è ricompresa anche la contribuzione dovuta ma non effettivamente versata, ed inoltre rientrano tutte le settimane retribuite, a patto che risulti erogata o dovuta per ciascuna settimana una retribuzione non inferiore ai minimali settimanali.
Per quanto concerne, invece, il requisito lavorativo, occorre che vi siano almeno 30 giornate di lavoro effettivo (indipendentemente dall’orario di lavoro giornaliero) durante i 12 mesi che precedono il periodo di disoccupazione.









