Come funziona il voucher o assegno di ricollocazione del reddito di cittadinanza

Ecco chi può usufruire dell’assegno di ricollocazione

Novità per quanto concerne il reddito di cittadinanza. Presto, infatti, sarà attivo l’assegno di ricollocazione, da utilizzare presso tutti i soggetti che offrono servizi di assistenza personalizzata finalizzata alla ricerca del lavoro. I beneficiari del reddito, infatti, hanno diritto a tale voucher, scegliendo l’ente presso il quale rivolgersi.

Infatti, come spiegato dall’Anpal, l’assegno non è destinato al soggetto che percepisce il reddito di cittadinanza, ma all’ente che lo aiuta nella ricerca del lavoro, e solo se esso lo trova effettivamente ed alle condizioni indicate.

Chi può usufruire dell’assegno

L’importo varia da un minimo di 250 euro ad un massimo di 5.000 euro, dipende dal tipo di contratto di lavoro e dalla difficoltà per collocare sul mercato del lavoro la persona disoccupata (profilo di occupabilità).

Le tipologie di contratto per le quali si riconosce tale voucher, sono il tempo indeterminato (compreso l’apprendistato) ed  il tempo determinato per un periodo maggiore o uguale ai 6 mesi (3 mesi per Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia).

Lavoratori in NASPI

Come comunicato dall’Anpal, però, “A partire dal 29 gennaio 2019 non è più possibile richiedere nuovi assegni di ricollocazione per i lavoratori in Naspi disoccupati da almeno 4 mesi (ADR Naspi). Infatti, il decreto-legge 4/2019 (all’articolo 9, comma 7) dispone la sospensione fino al 31 dicembre 2021 dell’erogazione dell’assegno di ricollocazione ai soggetti di cui all’art. 23, comma 1, del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150. 

Buone notizie per chi già ne usufruiva, infatti il comunicato prosegue: “Tuttavia gli AdR Naspi già richiesti prima del 29 gennaio 2019 continueranno secondo le regole, le modalità operative precedentemente stabilite (mediante il regolare accesso con proprie credenziali al portale ADR Naspi), sino al termine del periodo di assistenza intensiva previsto. Al riguardo, restano valide le indicazioni per i soggetti erogatori circa le modalità provvisorie per il riconoscimento dei contributi“.