Lavoro
Come la pandemia sta cambiando il mondo del lavoro

La pandemia sta cambiando il mondo del lavoro.
E se molti lavori resistono, è grazie alla tecnologia ed all’utilizzo di quest’ultima anche da coloro che fino a ieri erano contrari al loro uso.
Sono molte le aziende a rischio chiusura. Ma alcuni settori riescono ancora a resistere.
I settori che resistono
Il settore dell’automazione e della robotica riescono a sopravvivere in un periodo dettato da una profonda crisi.
Il settore dell’automazione sta aiutando le organizzazioni di tutto il mondo a passare a un modello di produzione basato sul lavoro in remoto o smart working. Ha quindi un ruolo centrale per quanto concerne il mondo digitale. Basti pensare a quanti oggetti riceviamo tramite piattaforme online restando comodamente a casa. Senza i centri di distribuzione semiautomizzati, nessun fornitore sarebbe in grado di consegnare i pacchi ad una così elevata velocità. Addirittura sembra che i grandi negozi online stiano assumendo nuovo personale. Resta difatti, un settore che continua a resistere ed a guadagnare.
Questo non deve però, farci adagiare in un modo tale da diventare noi stessi degli automi, significherebbe lasciare ai nostri figli un futuro limitato, privo di emozioni, di sacrifici e di piccole felicità allo stesso tempo.
Un altro settore che sembra resistere è quello degli scanner termici, prodotti necessari per la rilevazione della febbre. Sistemi in grado di acquisire immagini e di rilevare automaticamente informazioni relative alla temperatura corporea delle persone inquadrate, alla distanza ottimale di tre metri ed oltre.
Può sembrare paradossale, ma come ovvio possa sembrare, sono in netto aumento tutti i lavori legati al mondo sanitario, medici, infermieri. Vi è stato giustamente un incremento della richiesta di infermieri, così come una forte richiesta di operai in ambito chimico e farmaceutico per la produzione di disinfettanti, mascherine e di tutti i prodotti necessari alle misure di contenimento. Crescono anche altri ambiti come quelli della grande distribuzione organizzata e degli addetti alla pulizia per interventi di sanificazione.
I settori che crollano
Come in tutti i casi, l’altro lato della medaglia negativa riguarda invece, i lavori che hanno visto un crollo. Sono quelli legati al turismo, alla ristorazione, alla produzione di beni non essenziali.
Gli altri settori dell’economia che non riescono a fronteggiare, in termini lavorativi, in quest’emergenza, riguardano i lavoratori retribuiti ad ore, come gli impiegati delle piccole imprese. Questi ultimi non dispongono di un adeguato numero di ammortizzatori sociali per resistere.
Non sono pochi però, i casi di persone che da tale situazione, ne traggono vantaggi personali per mero sfruttamento del contesto attuale, che speculano vendendo prodotti ad un costo esoso. Basti pensare alle innumerevoli mascherine vendute a prezzi esorbitanti, talvolta anche senza alcuna norma di legge.
Meno connessioni, più relazioni
Lavoriamo affinché questa situazione non perduri nel tempo e che il futuro non sia fatto da connessioni, perché possiamo fare a meno di molte cose, ma non dei rapporti umani, non del calore dei piccoli gesti. Restiamo umani.
Dunque meno connessioni, ma più relazioni.









