Come sopravvivere a un attacco nucleare

I consigli pubblicati dal quotidiano americano "Indipendent"

Un'esplosione nucleare a New York

Venti di guerra soffiano nei cieli dell’Iran e si spingono fino a investire l’Europa e, attraversando l’Atlantico, gli Stati Uniti. Non abbiamo tutti gli elementi per giudicare la scelta di Donald Trump d’iniziare questo scontro che ha messo in pericolo la pace mondiale. Il capo delle Forze al-Quds, Qassem Soleimani, è stato ucciso, ma nessuno sa con certezza perché ora e cosa si stava preparando eventualmente.

Distrazione dall’impeachment?

Alcune testate giornalistiche, anche autorevoli, spiegano questo attacco quale distrazione messa in atto dal Presidente degli Stati Uniti per spostare l’attenzione degli elettori dall’impeachment. Può essere, se si parte dal principio che il tycoon americano sia quella specie d’ignorante presuntuoso e anche “diversamente intelligente” che alcuni dipingono con articoli e biografie non autorizzate. Resta il fatto che questo signore ha vinto le elezioni praticamente da solo, senza neppure l’appoggio del suo partito; è tra gli uomini più ricchi d’America in un sistema finanziario che definire “giungla assassina” è un eufemismo. In ultimo, l’economia americana è tornata a volare e i padri di famiglia sono di nuovo ad avvitar bulloni e guadagnare, invece che bighellonare per le città. Forse l’attuale Presidente degli Stati Uniti non è così sprovveduto…

Davvero l’attacco è stata una decisione solitaria?

C’è poi un’altra questione: ogni decisione della Casa Bianca, specialmente se militare, è studiata nel tempo, valutata da esperti e consiglieri che analizzano i pro e i contro. Immaginare che il “Biondone” si svegli una mattina e, senza consultare nessuno, ordini al Generale Joseph Dunford d’ammazzare Soleimani, perché ha mangiato troppa peperonata e dormito male, è roba da giornalisti “diversamente intelligenti”.

Un po’ di fantapolitica

Invece, facciamo un po’ di fantapolitica per risvegliare le sinapsi addormentate dal dormire troppo durante le festività. E se il signor Qassem Soleimani fosse stato in procinto di dare il via a una importante azione militare/terroristica contro Israele? Spiegare pubblicamente le ragioni della sua uccisione, significherebbe dire all’Iran: tra voi e ai massimi livelli, abbiamo le nostre spie e sappiamo ogni cosa. Senza informazioni precise su un eventuale piano terroristico, non si può risalire a chi, dello staff di Ali Khamenei, ne era a conoscenza e si protegge la talpa a stelle e strisce, sollevando Israele da ogni responsabilità. Meglio far credere a una “bravata” per distrarre dall’impeachment, che svelare la verità. In questo caso, si spiegherebbero tante cose.

Perché nominare i siti culturali iraniani?

Una frase di Trump che ha scioccato molti commentatori è stata quella relativa ai siti culturali iraniani che, nel caso di una rappresaglia, non sarebbero risparmiati dalle bombe americane. Premesso che l’Islam non ha questo culto della conservazione archeologica di ciò che l’uomo ha creato in tempi antecedenti a Maometto, perché il Presidente americano ha voluto fare questa specificazione? Deve esserci una ragione logica e la più probabile è che i siti archeologici potrebbero essere stati scelti dagli iraniani come rifugi delle loro armi, proprio per il fatto che per nessuna ragione gli occidentali bombarderebbero, per esempio, le rovine di Persepoli: la città costruita da Dario I. Se questa fosse la spiegazione, Trump ha detto ad Ali Khamenei: “Sappiamo dove hai nascosto le armi più micidiali e, nel caso, non ci faremo alcuno scrupolo a distruggerle”.

Lo scenario peggiore

Sul fronte iraniano, il messaggio di Trump, quindi, è arrivato forte e chiaro: vi controlliamo uno ad uno e vi colpiamo dove e quando vogliamo da casa nostra, manovrando un joystick da war games. La personale opinione, per quello che può valere, è che i venti di guerra smetteranno di soffiare, ma immaginiamo uno scenario diverso: l’Iran è riuscita a costruire in gran segreto le sue atomiche e dichiara guerra agli Stati Uniti e Alleati. Non ha i vettori per portare la bomba oltre l’Atlantico e quindi decide di colpire una base americana in Europa. In questo caso, l’Italia sarebbe in grave pericolo, essendo la più vicina e la meno attrezzata a difendersi. Colpire il nostro Paese, avrebbe anche un valore ideologico, essendo la capitale della cristianità. Non è quindi un’ipotesi peregrina. Che fare per sperare di salvarsi? Recentemente, il quotidiano americano “Indipendent” ha ripubblicato un articolo del 2017 il cui titolo è “How to survive the first hour of a nuclear attack”. Ecco i consigli:

I consigli per sopravvivere la prima ora

“Le dimensioni e l’impatto di una bomba nucleare potrebbero variare, ma un’esplosione potrebbe estendersi a un miglio di diametro. Se vedi l’arrivo di un missile sconosciuto che esplode generando una luce intensa,
1) non guardarla e tieni la bocca aperta per evitare che i timpani esplodano dalla pressione.
2) Allontanati dagli edifici a più piani che potrebbero crollare.
3) Se possibile, ascolta le informazioni ufficiali diramate dal Governo tramite la televisione e le radio su dove dirigersi e come comportarsi.
4) Se ti trovavi fuori da un centro abitato, raggiungilo e mettiti al riparo in qualsiasi spazio interrato come un garage sotterraneo. Nel caso non ci sia un luogo vicino e sotto terra nel quale rifugiarsi, entra in un edificio in mattoni e cemento. Evita quelli in acciaio e vetro.
5) Se sei riuscito a trovare un rifugio, non lasciarlo per cercare i tuoi cari da cui sei stato separato.
6) Preparati ad aspettare per almeno 24 ore e mantieni la calma, anche se avvertirai sete e fame.
Se sei bloccato all’aperto:
7) Sdraiati e proteggi la testa in caso di esplosione. Quindi togliti i vestiti che sono stati a contatto con l’aria e trova un rifugio il più presto possibile. Se possibile, sigilla i tuoi vestiti in un sacchetto di plastica.
8) Appena ne avrai la possibilità, lavati con una doccia, facendo attenzione a non graffiare la pelle, e per i capelli usa solo lo shampoo e non il balsamo, in quanto quest’ultimo unisce i materiali e li rende più difficili da lavare.
9) In caso di guerra nucleare, considera che la temperatura globale calerebbe di un paio di gradi, mentre l’ozono si ridurrebbe nel corso del prossimo decennio. Crescerebbero meno raccolti e la siccità sarebbe più diffusa, mentre il cancro della pelle e le ustioni sarebbero più probabili a causa dell’esaurimento dello strato di ozono. Pensa, quindi, come poter raggiungere con la tua famiglia il Sud America o l’Africa nelle zone che possono offrire abbondanti risorse alimentari.
10) In questa tua nuova patria, attendi che termini l’inverno nucleare.”

Massimo Carpegna