Conte, ancora calcioscommesse. E’ giallo

Antonio-Conte

Nuovi nomi, nuovi accordi, un nuovo club – Torna Il processo sul calcioscommesse della Procura della Repubblica di Cremona  non sembra destinato a chiudersi in fretta. Un giro di soldi inimmaginabile, nuovi nomi e un nuovo club di Serie A finora rimasto fuori dalle indagini, il Sassuolo del Presidente di Confindustria Sergio Squinzi. Questo è ciò che emerge dagli accertamenti di quattro periti informatici su 200 apparecchi elettronici circa, sequestrati a molti soggetti sotto inchiesta. Tra questi il personal computer del neo allenatore della nazionale azzurra, Antonio Conte, attorno al quale si sta scatenando un giallo. Infatti, non è stato possibile accedere a nessun file ne dato del portatile del c.t. poiché “illeggibili” e “smarriti”.

Un errore –  A quanto pare però la responsabilità dello smarrimento va attribuita ad un errore di trascrizione dei file contenuti in un hard disk da parte dei periti informatici. Fatto che desta non pochi dubbi, soprattutto negli avvocati degli altri indagati che restano piuttosto sorpresi.

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La fine per Conte – Conte, coinvolto dal pentito Filippo Carobbio per la partita Novara-Siena finita in parità , sembra destinato ad uscire definitivamente dall’inchiesta sull’associazione a delinquere transnazionale che aveva il vertice a Singapore. Non senza lasciare una certa aurea di mistero attorno al suo possibile coinvolgimento in altri fatti, che non potrà mai essere ne smentita ne accertata, soprattutto alla luce del suo nuovo ruolo da allenatore.

Ma l’inchiesta continuaOltre che per Conte anche l’atteggiamento del laziale Stefano Mauri mostra poca trasparenza rifiutandosi di fornire il pin del suo telefonino, senza il quale i periti, per ora, non hanno potuto esplorare l’apparecchio. Nonostante questi episodi, la ricerca attraverso diciannove chiave (alcune curiose: ovetto, beppe uovo grande, zingari-zingaro) ha permesso al procuratore del tribunale di Cremona, Roberto De Martino, di avere nuovi rilevanti informazioni. Le perizie sugli apparecchi di Massimo Erodiani, allibratore di Pescara, e di Mario Bruni, ex commercialista di Beppe Signori, hanno fatto emergere numerosi scambi di informazioni su partite vecchie e nuove. Gli accertamenti hanno svelato un enorme giro di denaro. 

Il caso Burini – Inoltre i periti non sono riusciti a decifrare, poichè scritte in una lingua sconosciuta persino al traduttore di Google, le conversazioni trovate sul pc di Luca Burini, ex manager che da vent’anni lavorava in Cina come promoter per una società bolognese che produce lastre di ceramiche, accusato di riciclaggio di denaro insieme a Beppe Signori, Luigi Sartor e al suo commercialista Daniele Ragone. Le perizie devono ancora essere completate. I risultati verranno illustrati all’udienza del 29 ottobre.

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