Convalida dell’ arresto oggi per l’infermiere assassino

murolo

Muto, silenzioso e apparentemente freddo. Ecco come si è presentato ai militari Giulio Murolo l’autore della strage a Napoli che ha causato diversi morti e feriti e che, secondo testimonianze, è durata circa un’ora e mezza. Deteneva alcuni fucili da caccia in casa, ma secondo una prima perizia l’ infermiere non soffre e non soffriva di disturbi psichici. I rapporti con i familiari erano pessimi. La cognata e il fratello abitavano nella stessa palazzina. La sparatoria omicida dell’ uomo, quasi come un far west, è scoppiata a causa di una lite per un filo da bucato. Oggi, a pochi giorni di stanza da quel terribile 15 maggio, ci sarà la convalida dell’ arresto per l’ infermiere assassino. Certo non ci saranno dubbi al riguardo, quello che resta da sincerarsi è solo se Giulio era cosciente di quello che stava facendo o se si fosse totalmente distaccato dalla realtà, accecato dalla rabbia che aveva represso per troppi anni mentre metteva a segno i “colpi” come ha affermato il suo avvocato Carlo Bianco. Intanto nei quartieri di Secondigliano e Miano, in attesa dei funerali si prega per le vittime della strage. Il parroco Don Vittorio Siciliani della chiesa della Resurrezione, ha parlato di una strage senza senso e del fatto che tutte le persone residenti
in quell’area sono delle vittime e spesso subiscono tali azioni da parte di squilibrati o clan malavitosi. Le ultime sue parole, parlano di un quartiere abbandonato e degradato, dove ci sono campi rom (abusivi?), dove la gente è lasciata spesso al suo destino, e dove si vorrebbe edificare un sito di compostaggio dei rifiuti. Altre motivi di morte in una terra denominata tristemente Terra dei fuochi… E non solo per i fuochi d’artificio, o come in quest’ ultimo caso, di spari.

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