Coronavirus: a Milano si aspettano 8 ore per un tampone

Fanno scalpore le testimonianze di chi in questi giorni ha dovuto mettersi in coda per poter ricevere il tampone.

In seguito all’impennata delle richieste per il test, gli ospedali milanesi si trovano in evidente difficoltà nel dare spazio a tutti i cittadini che chiedono un tampone.

La testimonianza di alcune mamme

L’impennata sarebbe dovuta alla riapertura delle scuole e ai dati che mostrano come vi siano molti studenti positivi in moltissime scuole.
Le statistiche parlano infatti di oltre un migliaio di scuole che presentano almeno un caso di Covid-19. Dato preoccupante se ad esso si affianca quello relativo agli istituti costretti alla chiusura: sono infatti oltre 150 le strutture chiuse per l’eccessivo numero di contagi.

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Agli ospedali si sono dunque presentati molti genitori che, preoccupate per la salute dei loro figli, hanno richiesto il tampone per quest’ultimi.
Da questa enorme affluenza nascono le lamentele di alcune mamme che hanno denunciato una situazione a loro detta inaccettabile.
Dovevano aspettarselo” riferisce una di queste madri, che poi continua facendo notare la lunga fila creatasi per il tampone. Ma anche provare ad avvisare con anticipo del proprio arrivo non sembra portare a risultati migliori. Un’altra mamma dichiara infatti che, nonostante l’appuntamento fosse stato preso, i tempi d’attesa sarebbero stati di almeno 6 ore.

Numeri folli insomma, che danno poca sicurezza sulla preparazione degli ospedali in caso di un ulteriore aumento di contagi.

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Lopalco: “Tamponi solo per casi sospetti”

Eppure una simile situazione sarebbe evitabile se non vi fosse richiesta di tampone anche da parte di chi non ha avuto sintomi sospetti. Ad avvisare in questo senso era stato Pierluigi Lopalco, assessore pugliese alla sanità, il quale aveva cercato di chiarire le disposizioni scolastiche anti-covid.

Secondo Lopalco sarebbe stata eccessiva la richiesta di tamponi per il rientro a scuola dopo un periodo di assenza per malattia. L’assessore infatti dichiara di aver registrato una grande domanda di test anche nel caso in cui c’è una chiara diagnosi negativa da parte dei medici.
La soluzione sarebbe dunque l’individuazione dei casi sospetti, i soli o senz’altro i primi da dover sottoporre a tampone.

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Di certo la situazione non si risolve né in un senso né nell’altro. Da una parte si ha infatti la giustificata preoccupazione dei genitori che vedono un sempre maggiore aumento dei contagi, dall’altra però si vedono delle istituzioni sanitarie in difficoltà nella gestione di numeri così elevati. Servono dunque, come detto da Lopalco, dei chiarimenti rispetto alle norme scolastiche, i quali possano garantire la sicurezza di tutti e allo stesso tempo la fluidità dei servizi sanitari ora più che mai necessari.

Davide Zanettin
Davide Zanettin
Sono Davide Zanettin, ragazzo di 21 anni e studente presso l'università di Trento. L'interesse per il giornalismo e la mia passione nello scrivere nascono anzitutto dalla voglia di esprimermi, obiettivo che mi pongo sempre nei miei articoli con cui cerco di informare mantenendo la maggiore obiettività possibile.

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