Coronavirus, quali saranno i controlli per il decreto e come si svolgeranno

Secondo le direttive del nuovo decreto per spostarsi nelle zone isolate sarà necessario un'autocertificazione

Domenica sera il ministro dell’Interno Luciana Lamorghese ha emesso una direttiva che chiarisce alcuni aspetti fondamentali del nuovo decreto per fronteggiare l’emergenza virus e il contenimento dei contagi. La direttiva riguarda gli spostamenti delle “persone fisiche” – quindi non delle merci – “in entrata, in uscita e all’interno” delle zone isolate istituite dal decreto del governo, cioè la Lombardia e altre 14 province.

Coronavirus, quali saranno i controlli?

La direttiva ribadisce che ogni spostamento dovrà essere motivato da “esigenze lavorative o situazioni di necessità o per motivi di salute“, come previsto dal decreto: sia per entrare e uscire dalle zone isolate – per andare da Milano a Genova o viceversa, per esempio – sia all’interno delle stesse zone.

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La novità in vista è che bisognerà munirsi di un’autocertificazione scritta compilata al momento del controllo. Alcuni modelli sono già disponibili online. A cominciare dalla regione Veneto che ha pubblicato uno per le esigenze lavorative (PDF) e uno per motivi si salute (PDF). Mentre non potranno assolutamente spostarsi le persone in isolamento o risultate positive al coronavirus.

Ogni prefettura ovviamente adotterà criteri diversi. Ma i controlli saranno molto più severi. La direttiva di Lamorgese, inviata a tutte le prefetture, prevede controlli “lungo le linee di comunicazione e le grandi infrastrutture del sistema dei trasporti“: sulle autostrade e le strade principali, i controlli saranno effettuati – probabilmente a campione – dalla polizia stradale, mentre sulle strade locali dai carabinieri e dalla polizia municipale.

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Controlli a tappeto

Per quanto riguarda i controlli sui treni essi saranno a carico della polizia ferroviaria che controllerà i passeggeri in entrata e in uscita per evitare confusioni di massa controllando la temperatura. Negli aeroporti chi parte e arriva dovrà presentare l’autocertificazione motivando le ragioni del suo spostamento. Per i passeggeri diretti all’estero, l’autocertificazione viene chiesta soltanto ai residenti o domiciliati nelle zone isolate, mentre chi arriva in Italia dovrà motivare lo scopo del suo viaggio.

Per chi non rispetta e viola le regole del decreto è prevista una sanzione con l’arresto fino a tre mesi e una multa di 206 euro oppure nei casi più gravi una sanzione per delitti colposi contro la salute pubblica, con pene da sei mesi a dodici anni. All’articolo 3 della direttiva, inoltre, si legge che «la veridicità dell’autodichiarazione potrà essere verificata anche con successivi controlli».

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Per le merci come ha dichiarato il ministro degli esteri non ci sono limitazioni “Le merci possono entrare e uscire dai territori interessati“. Il trasporto delle merci è considerato come un’esigenza lavorativa.

Ambra Leanza
Ambra Leanza
Articolista freelance, appassionata di viaggi, lettura e scrittura

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