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Covid-19: cani e gatti fonte di contagio. Sfatiamo questo mito

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Negli ultimi tempi si è diffusa la notizia che i cani e i gatti possano essere fonte di contagio da Coronavirus. Grazie ad alcuni studi e ricerche di professionisti nel campo, andiamo a sfatare questo mito dannoso e infondato.

È senza dubbio un periodo di crisi questo. Si cercano cure, si cercano soluzioni, si cercano risposte. Internet è un mezzo potente per la comunicazione, ma non sempre se ne fa buon uso. Spesso la smania di dover dire la propria, di dover fare notizia e di insinuare nuovi dubbi, può portare ad una cattiva comunicazione. Nei periodi di confusione come questi, le fake news sono all’ordine del giorno e quasi alla pari delle notizie di qualità.

Possono essere davvero cani e gatti fonte di contagio? Ecco la verità scientifica

Secondo il Medico Veterinario di Roma, Federico Coccia: «Ad oggi non c’è alcuna evidenza scientifica che dimostri che il cane o il gatto possano contagiare l’uomo. Ad oggi il contagio è solamente interumano, cioè, tra uomo e uomo».

Inoltre ha aggiunto: «Nel mondo ci sono circa 800-900.000 positivi al Covid-19. Sempre nel mondo, ad oggi, sono risultati leggermente positivi al tampone solo 3 cani in Cina e 1 gatto in Belgio, al cui tampone, dopo 14 giorni sono risultati negativi. Quindi vuol dire che si sono negativizzati, non si sono ammalati e non hanno avuto alcuna reazione alla presenza del virus. E non hanno contagiato alcuna persona. Solamente il gatto ha avuto una sintomatologia simil-gastroenterica e questo vuol dire che i nostri cani e i nostri gatti possono essere suscettibili di essere contaminati, ma la suscettibilità di cui si parla è solo per proteggere loro. Proteggiamoli, non li abbandoniamo, sarebbe una cattiveria gratuita, l’abbandono di un animale domestico è un atto criminale, oltre ad essere un reato penale».

La resa dei conti

Questo è quanto ha dichiarato un veterinario con più di 30 anni di esperienza sul campo, un uomo che si sta battendo per la causa sia sui social che in televisione.
È per questo che merita di essere citato, affinché si possa dar voce a un esperto, ad una persona consapevole di quello che dice e di quello che fa. Affinché si possa dare la possibilità di parlare a un medico che ogni giorno deve combattere con notizie false.

Come pulirli

Seppur vero che questi animali non trasmettono il virus, essi possono comunque fungere da vettori. Queste, le altre dichiarazioni dell’ex direttore del Bioparco di Roma, in cui aggiunge: «Non ci sono evidenze scientifiche che dimostrino che il cane possa contagiare il proprio padrone, ma può calpestare la saliva di un infetto e diventare un vettore».
La soluzione del Dott. Coccia per prevenire qualsiasi rischio è, pulirli bene prima di rientrare a casa: «Basta lavare le zampe del cane con acqua calda e sapone, poi sciacquare bene. Non con la candeggina!
Non è necessario usare altro ma, se si vuole fare uso di prodotti, si può ricorrere a soluzioni alcoliche, come la clorexidina diluita con acqua che non ha alcun effetto collaterale nel cane».

Il caso zanzara

Per quanto riguarda altri tipi di fake news che corrono in giro, una delle più recenti riguarda una presunta possibilità di contagio da parte delle zanzare. Una spiegazione è giunta da parte del Ministero della Salute: «Il contagio può avvenire solo attraverso la saliva o le secrezioni del naso. Per questo resta fondamentale lavarsi spesso e accuratamente le mani, oltre ad evitare di toccarsi il viso».

Dello stesso filone di pensiero, il docente di microbiologia e virologia del San Raffaele, Roberto Burioni: «Le zanzare sono animali pericolosissimi, che con la loro puntura possono trasmettere diverse malattie, dalla malaria alla febbre gialla. Non dobbiamo immaginare una zanzara come una siringa che prende il sangue e lo immette in altre persone. Per essere in condizioni di infettare, al suo interno deve replicarsi l’agente patogeno e questo non succede nel caso del coronavirus. La zanzara non viene infettata e quindi non può contagiare altre persone. Per fortuna, in questo caso le zanzare non hanno alcun ruolo».

Com’è iniziato tutto?

Lo hanno detto gli esperti, hanno spiegato i processi del contagio e le precauzioni da prendere, a prescindere che si abbiano animali o meno nelle vicinanze.
Sebbene tutto sia iniziato con un pipistrello, considerato serbatoio naturale di numerose specie di virus, è bene ricordare che, anche in questo caso, sono stati vettori. Pare che tutto sia nato nei wet market cinesi, nonché i “mercati umidi”. In questi mercati si vendono animali vivi che vengono macellati prima di essere venduti. L’ipotesi è che il virus si sarebbe trasmesso tramite il sangue, dopo la macellazione. Dal sangue alla mano dell’uomo, poi dall’uomo ad un altro uomo per via respiratoria.


Quindi sì, sarà anche partito tutto da un animale, ma il discorso è ben diverso.
In un periodo così complicato, forse, l’unica gioia che una persona può avere è l’affetto del proprio animale domestico. Non privatevene, non li abbandonate. D’altronde, come ricorda il medico Coccia: «Sono gli unici che possiamo abbraciare in questo momento senza dover avere paura».

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