Covid-19 e salute mentale, la miscela esplosiva della pandemia

Il Covis-19 ha accentuato anche i distrubi ansiosi e depressivi che, in misura crescente, mettono sotto pressione ospedali e personale sanitario

Il Covid-19 e la salute mentale sono strettamente collegati, al punto da creare una potenziale miscela esplosiva in tempo di pandemia che sta preoccupando sempre più la sanità italiana per l’aumento di pazienti ricoverati, che mostrano disturbi ansiosi e depressivi.

Sars-Cov-2 scatena ansia, depressione e accentua i disturbi mentali

Il coronavirus ha già causato 93.577 decessi  e milioni di contagiati solo in Italia, sperando di sconfiggerlo presto con i farmaci antinfiammatori, che hanno dato buoni risultati, e un ventaglio di vaccini già presenti su mercato. Tuttavia, ci sono le categorie a rischio che temono il contagio e vivono da mesi in stato di crescente malessere psicologico, coinvolgendo in questo disagio i familiari più giovani che temono, a loro volta, di contagiare gli anziani.

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Questo combinato disposto di ansia, depressione e disturbi mentali, si aggrava con il bombardamento mediatico quotidiano su decessi, contagiati, ricoveri ospedalieri e in terapia intensiva, mentre parecchi specialisti, pur alle prese con un virus nuovo, hanno comunicato spesso in modo confuso per non addetti ai lavori e  l’equilibrio psichico di milioni di persone ne ha risentito, al punto che l’Oms ha denunciato nei mesi scorsi il boom di psicofarmaci nell’ultimo anno.

L’allarme dei sanitari

I dati forniti dal XII Congresso Nazionale della Società Italiana di NeuroPsicoFarmacologia lasciano pochi dubbi sulla gravità dei problemi legati alla salute mentale che stanno emergendo in modo sempre più evidente dopo un anno di pandemia che ha ripreso la sua corsa negli ultimi mesi:

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  • 32% di chi è venuto in contatto col virus ha sviluppato sintomi depressivi
  • L’incidenza nei contagiati è 5 volte maggiore rispetto alla popolazione generale
  • Su 2.5 milioni di contagiati (dato aggiornato ai primi di febbraio) ci sono quindi circa 800 mila depressi
  • Il 10% di chi ha avuto un lutto in famiglia a causa del Covid soffre dello stesso disturbo.

Questi dati si aggiungono a quelli della Società italiana di Psichiatria che, già a dicembre, aveva registrato un incremento del 35% di ansiolitici e ipnotici, del 28,2% degli antidepressivi, con crescenti richieste di aiuto a psicologi e psicoterapeuti per superare lo stress da pandemia.

L’emergenza economica aggrava i disturbi ansiosi e depressivi

L’emergenza pandemica ha provocato anche uno sconquasso economico senza precedenti: solo nel 2020 l’Italia ha bruciato 444.000 posti di lavoro e l’Istat ha certificato che il 39,8% delle piccole imprese difficilmente riuscirà a superare il 2021 senza fallire.

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La prospettiva di aumentare la disoccupazione dal 10 al 17%,con circa un milione settecentomila pmi ad alto rischio di chiusura, eda 1,8 a 3,6 milioni di persone potenzialmente a spasso, mette a dura prova l’equilibrio di troppe persone che combattono sul doppio fronte sanitario ed economico.

I rischi connessi ai lockdown e limitazioni di movimento

Mauro Indelicato e Sonia Dinolfo hanno ricostruito per Inside Over i principali rischi per la salute, quando lockdown e restrizioni pesanti sconvolgono la vita normale di anziani e giovani. Ansia e depressione sono nemici sempre in agguato ai quali si aggiunge il rischio di malattie cardiovascolari, come ha precisato l’angiologo e cardiologo Giovanni Alongi ai due giornalisti:

La sedentarietà rappresenta uno dei principali fattori di rischio di trombosi. Purtroppo le zone rosse e le limitazioni che ci troviamo ad affrontare hanno portato ad un aumento esponenziale dell’inattività fisica. Se questo importante fattore di rischio si va ad affiancare ad altri quali l’obesità, il fumo e la presenza di insufficienza venosa cronica, il rischio è concreto. Nella mia pratica clinica quotidiana noto ormai da mesi un notevole aumento delle trombosi venose legate a questa problematica”.

Il disagio giovanile

La giornalista Laura Barbuscia di Repubblica ha raccolto di recente la testimonianza di Stefano Vicari, primario dell’unità operativa complessa di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza all’ospedale Bambin Gesù di Roma che conferma un boom di tentativi di suicidio tra i giovanissimi in età compresa tra 12 e 18 anni:

Durante il Covid abbiamo registrato un aumento del 30 per cento dei casi, dicono che gli manca la scuola e lo sport“. I ragazzi presentano tagli profondi su bracci, gambe e all’altezza delle vene. L’ospedale registra almeno un ricovero giornaliero per tentato suicidio e s’invitano i genitori a sorvegliare il malessere dei figli, soprattutto la tendenza ad atti di autolesionismo.

Notizie preoccupanti arrivano anche da uno studio dell’Università di Torino, pubblicato nel Canadian Journal of Psychiatry, in cui il 69% degli italiani intervistati dai ricercatori, ha mostrato sintomi di ansia legata alle misure restrittive anti contagio, compresi Molti giovanissimi. il 31% aveva chiari malesseri depressivi e il 20% mostrava sintomi che possono sfociare in disturbi da stress post-traumatico, come se fossero reduci da un combattimento.

Il problema dei trattamenti sanitari obbligatori (TSO)

Per i pazienti psichiatrici la situazione è ancora più seria, perché tendono a perdere i tradizionali punti di riferimento ancora più velocemente degli altri e l’emergenza Covid-19, con relative restrizioni, ha pesantemente minato il loro già fragile equilibrio. Il problema è che gli adolescenti seguono direttamente a ruota perché sono meno preparati interiormente ad adattarsi ai gravi imprevisti.

Il problema non emerge solo nelle grandi città, ma anche in provincia, come conferma il servizio di Indelicato e Dinolfo. Un operatore siciliano del 118 di Agrigento precisa che, in certi giorni, tutte le ambulanze sono impegnate esclusivamente in servizi TSO, rivolti anche a ragazzi senza problemi apparenti, che all’improvviso cedono psichicamente. La situazione ospedaliera deve fare quindi i conti con crescenti ricoveri, perché Covid-19 e salute mentale sono la miscela esplosiva della pandemia che mette ancora più sotto pressione il nostro sistema sanitario.

I consigli per ridurre il rischio di disturbi fisici e mentali

A livello sanitario e psicologico si possono seguire una serie di suggerimenti per evitare o ridurre disturbi fisici e mentali, mentre la pandemia non ci ha ancora lasciato, anche a causa delle sue varianti, che possono provocare il colpo di coda prima dell’arrivo della primavera:

  • Praticare un’attività fisica moderata anche in casa, almeno 30 minuti, e di utilizzare, per i soggetti ad alto rischio, delle calze elastiche preventive durante la giornata
  • Non abbandonare le terapie ansiolitiche o antidepressive, ma rispettare il dosaggio prescritto dal medico, senza aumentarlo mai di propria iniziativa
  • Evitare le cure fai da te, ma affidarsi a specialisti qualificati per stabilire la natura del disturbo
  • Dialogare e aiutarsi in famiglia, in modo che nessuno si senta escluso e reagisca tenendosi tutto dentro
  • Sforzarsi di vivere giorno dopo giorno con responsabilità, senza preoccuparsi del futuro imprevedibile, per evitare ansie eccessive
  • Non subire passivamente il continuo bombardamento mediatico e imparare a  distinguere tra titoli sensazionalistici e notizie utili.

Il nuovo governo dovrà quindi fornire linee guida precise e non contraddittorie, considerando che le riforme economiche potrebbero evitare l’esplosione di disoccupati e autonomi senza prospettive che, nel 10% dei casi, sono a rischio depressivo, soprattutto nella fascia di reddito sotto i 15mila euro l’anno.