Covid-19: la decisione di Boris Johnson

Non fermare la produzione e non limitare la libertà dei cittadini per favorire l'immunità di gregge

La scelta dell’Inghilterra, di non contenere l’epidemia, ha suscitato non poche perplessità e molti hanno giudicato la decisione del Governo Johnson una “stranata” che i sudditi della Regina pagheranno a caro prezzo. Ma sono veramente degli sconsiderati, come qualcuno crede?

Un’epidemia ciclica

Il loro approccio è completamente diverso da quello del resto del mondo e parte dal presupposto che questo virus è nuovissimo (non abbiamo quindi alcun anticorpo per contrastarlo), scomparirà da solo quando la temperatura raggiungerà e supererà i 26 gradi, ma si ripresenterà il prossimo anno, come tutte le influenze. La quarantena ci protegge dal contagio, ma rende la popolazione vulnerabile ad una nuova riproposta del Covid-19 il prossimo novembre. Tutto si ripeterà come la prima volta, con un altro colpo terribile all’economia, al sistema sanitario e con altri morti.

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L’immunità di gregge

L’Inghilterra vuole quindi favorire quella che si definisce l’immunità di gregge. La maggioranza delle persone, che hanno contratto il coronavirus, non hanno sintomi importanti e differenti dalla comunissima influenza stagionale e hanno creato degli anticorpi. Tradotto in termini semplici, il nostro corpo ha conosciuto la malattia e compreso come contrastarla. La prossima volta che saremo aggrediti dal Covid-19, sapremo respingere il virus o i suoi effetti saranno minimali. Questa è la ricetta proposta da Sir Patrick Vallance, primo consigliere scientifico dell’esecutivo di Boris Johnson, ipotesi sostenuta anche da altri esperti. Quindi, il Regno Unito si prepara ad avere migliaia di contagiati e morti, ma non chiude le scuole e non muta la quotidianità dei propri cittadini.

Le obiezioni e le risposte di Vallance

Qualcuno obietterà che il vaccino potrebbe essere pronto a breve e quindi la decisione di Johnson si dimostrerà completamente sbagliata, con centinaia e forse migliaia di morti sulla coscienza. Il prossimo novembre avremo il farmaco e diventeremo immuni al Covid-19, anche se non l’abbiamo contratto quest’anno. Vallance sostiene che il vaccino è ancora da scoprire e, nel caso, insieme all’immunità di gregge non faranno sviluppare il virus. Ma cos’è questa “immunità di gregge”?

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Cos’è l’immunità di gregge?

Sostanzialmente il ragionamento è semplice. Immaginiamo di essere una foresta. Se gli alberi sono molto vicini e uno di loro prende fuoco, le fiamme si propagheranno anche a quelli vicini. Ma se alcuni alberi sono stati tagliati alla base, andrà a fuoco solo qualche albero e l’incendio si estinguerà da solo. Se ci sono molte persone che hanno sviluppato gli anticorpi contro il Covid-19 (o saranno vaccinate), l’epidemia non si svilupperà più con tutte le conseguenze del caso, non ultima quella economica.

Si è preferita l’economia alla salute dei cittadini?

A proposito di economia, si deve ricordare che l’Inghilterra ha scelto di stare da sola, fuori dall’Europa e le sue finanze già sono in sofferenza. Approntare un contrasto come quello scelto dall’Italia, e dal resto del mondo, significa mettere in grave crisi la produzione e impegnare decine di miliardi nella sanità e nel sostegno alle imprese. Forse la scelta del Regno Unito, seppur estremamente rischiosa, era obbligata. L’obiettivo è quello di diluire l’impatto del Covid-19 sul sistema sanitario e sull’economia.

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Hunt, lo scettico

Naturalmente ci sono molti scettici: l’immunità di gregge si ottiene quando il 90-95% della popolazione è immunizzato. Ma quanti morti costerà questa decisione? Così si è espresso l’ex Ministro Jeremy Richard Streynsham Hunt, sconfitto da Boris Johnson nel ballottaggio per la leadership dei Conservartori: «Sorprendente e preoccupante. Siamo a quattro settimane dallo scenario dell’Italia e mi sarei aspettato il ricorso a ogni cosa possibile per rallentare la diffusione del virus fra la gente!»

Il parere di Burioni

Il parere più discorde e ragionevole lo fornisce il virologo Roberto Burioni: «Non sappiamo se le persone che hanno contratto il virus, una volta guarite, possono non essere infettate di nuovo». In effetti, ci sono casi in Cina di malati che hanno superato il Covid-19 e l’hanno nuovamente contratto. In buona sostanza, ne sappiamo ancora troppo poco su questo coronavirus e l’Inghilterra rischia, questa volta, di pagare molto caro il suo atteggiamento coraggioso e indipendente.

Massimo Carpegna

Massimo Carpegna
Massimo Carpegnahttp://www.massimocarpegna.com
Docente di Formazione Corale, Composizione Corale e di Musica e Cinema presso il Conservatorio Vecchi Tonelli di Modena e Carpi. Scrittore, collabora con numerose testate con editoriali di cultura, società e politica.