Covid e scuola in presenza: Gimbe “Il piano predisposto per l’anno scolastico 2022-23 appare inadeguato”

L'anno scolastico 2022/2023 dovrebbe essere caratterizzato da una scuola interamente in presenza: il Covid però preoccupa ancora.

È iniziato da pochi giorni l’anno scolastico 2022/2023, con un record da parte del ministero Bianchi:le supplenze sono state quasi del tutto decimate e i ragazzi beneficeranno di un anno senza intoppi grazie alla presenza di insegnanti di ruolo; questo almeno nella maggior parte dei casi. Se da una parte la scuola italiana (rigorosamente tornata in presenza) è salva sal punto di vista amministrativo, lo stesso può dirsi dal punto di vista sanitario?

C’è il timore infatti che la scuola in presenza possa favorire la circolazione del virus. Per alunni, studenti e personale scolastico ci sono regole diverse rispetto agli anni passati e la campagna vaccinale risulta essersi ridotta negli ultimi mesi, in maniera preoccupante. A rassicurarci comunque è l’OMS che informa come la pandemia da Covid-19 è prossima alla fine… Prossima appunto e quindi non ancora terminata. Bisogna quindi continuare a essere previdenti e premurosi.

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Covid e scuola in presenza, Cartabellotta: ‘Un tema che non ha ricevuto la giusta attenzione’

La Fondazione Gimbe continua a monitorare la pandemia da Covid-19 in Italia. Gli indicatori sono rassicuranti poiché continuano a crollare in tutti i casi. Tuttavia, la scuola desta ancora preoccupazione. Nino Cartabellotta, presidente di Gimbe, ha commentato il tutto con le seguenti dichiarazioni riportate da FanPage: “Nel vortice della campagna elettorale, che ha coinciso con la fase discendente della quinta ondata, il tema della riapertura in sicurezza delle scuole non ha ricevuto l’attenzione necessaria”.

Nino Cartebellotta ha proseguito: “Il piano predisposto per l’anno scolastico 2022-23 appare inadeguato non tanto per le misure previste, quanto per le raccomandazioni spesso generiche e, soprattutto, per le eccessive responsabilità scaricate sulle scuole, prive delle necessarie risorse e competenze sanitarie”. A detta del presidente di Gimbe, l’organizzazione è stata del tutto insufficiente.

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Cartabellotta: ‘La scuola deve rappresentare un normale ambito di convivenza’

Sempre sul ritorno a scuola Nino Cartabellotta ha spiegato come sarebbero serviti diversi interventi tra cui uno specifico su aerazione e ventilazione. Riguardo alle normative diverse rispetto al recente passato, il presidente di Gimbe ha detto: “Se con l’agognato ritorno alla normalità la scuola deve rappresentare un normale ambito di convivenza e/o contesto lavorativo, questa ingiustificata ostinazione ad imporre regole differenti non fa che generare incongruenze con le norme che regolano la sicurezza Covid-19 negli ambienti di lavoro”.