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Cristiano Ronaldo vs Spadafora: il calciatore risponde alle accuse

Tornato dal Portogallo, dove si era recato per giocare nella nazionale, Cristiano Ronaldo è risultato positivo al Coronavirus. Il calciatore sostiene d’aver seguito tutte le procedure imposte e di non aver violato i protocolli stabiliti dal Ministero dello Sport. Attualmente nella sua casa a Torino in quarantena, il bomber, la cui assenza in campo per la Juventus non è facile da gestire, ha risposto pubblicando una diretta Instagram al ministro Spadafora che lo ha accusato di leggerezza.
Il ministro Spadafora ha riferito in Senato che i protocolli stabiliti per tornare in campo sono validi, ma evidentemente alcune squadre sono uscite dalla “bolla” violando alcuni principi. Il riferimento sembra essere chiaramente riferito alla squadra bianco nera che ha ufficialmente segnalato la rottura dell’isolamento. Su Ronaldo, Spadafora ha indirettamente asserito che per quanto riguarda il giocatore ci sono state delle chiare violazioni e appurate indagini stanno accertando cosa sia successo.
Irritato dalle affermazione del Ministro, Ronaldo ha provato a fare chiarezza asserendo che il suo rientro in Italia dal Portogallo è avvenuto in piena sicurezza. Aereo privato e trasporto dall’aeroporto a casa con un’ambulanza: “Sono tutte bugie, ho fatto tutto come dovevo. Io e la mia squadra ci siamo presi la responsabilità di fare le cose bene. Ho la coscienza tranquilla.”
Cristiano Ronaldo: “Ho la coscienza tranquilla”
Cristiano Ronaldo non si è fatto intimidire dalle accuse del ministro Spadafora con cui ha avviato un vero e proprio scontro a distanza. Il campione è tranquillo e ha la coscienza pulita, ha rispettato i protocolli e durante il suo rientro in Italia non avuto contatti generalizzati con nessuno. È arrivato nella sua residenza italiana in piena sicurezza. Spadafora ha nuovamente risposto a Ronaldo ricordandogli che la fama e la popolarità non gli consentono d’essere irrispettosi verso le istituzioni: “La notorietà e la bravura di certi calciatori non li autorizza ad essere arroganti, irrispettosi verso le istituzioni e a mentire”. I dubbi del Ministro dello Sport verso il calciatore restano e siamo certi che la polemica non terminerà qui!









