Da Degas, Picasso e Van Gogh: a Pavia

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Il sogno di Lady Florence Philipps, nata in Sud Africa, era di fondare un museo a Johannesburg, che fosse un luogo di cultura e crescita per tutti, quindi non un semplice museo…: il fatto meraviglioso è che ci riuscì ai primi del Novecento, pur essendo una donna, aspetto notevole vista l’epoca...La mostra “Da Degas, Picasso e Van Gogh”, aperta alle Scuderie del Castello Visconteo di Pavia fino al 19 luglio, vuole ripercorrere, attraverso le  diverse sezioni dedicate alle sue più notevoli opere d’arte, questa incredibile avventura.

Per attuare questo progetto vendette i suoi gioielli e convinse il marito, sir Philipps, ad aiutarla. L’esposizione si apre con l’800 inglese, prosegue con l’Impressionismo e, dopo le  Avanguardie,  si chiude con la sezione Africana. Tuttavia ,allora, i tempi non erano ancora maturi per affiancare un artista africano ad uno europeo. Oggi invece il ‘900 africano si rivela come un’autentica scoperta di nuova arte da far conoscere e valorizzare.

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L’800 inglese.

Ci introduce in questa sezione l’elegante ritratto di “Lady Philipps”, dipinta da Antonio Mancini: la fondatrice della Art Gallery di Johannesburg si rivela già nella sua maturità, con uno sguardo profondamente dolce, di donna che ha sofferto, ma proprio per questo ha saputo donare al mondo qualcosa di assolutamente nuovo e fondamentale per la diffusione dell’arte e la cultura multietnica, in un’epoca in cui era ancora difficile per una donna imporsi.  Riuscendovi, ella anticipò di un secolo la donna moderna, oltre all’annullamento dei pregiudizi razziali.

Alla presenza di artisti britannici, nel primo nucleo, si aggiunsero nuove acquisizioni, giungendo all’età Vittoriana e ai Preraffaelliti. La “Morte del Primogenito”, di Tedema, secondo le tendenze dell’epoca, richiama l’episodio biblico dell’ultima terribile piaga d’Egitto, in cui Dio, per far uscire il popolo Ebreo dalla schiavitù degli Egiziani, fece morire tutti i primogeniti di questi ultimi , compreso il figlio del Faraone.Il tema,  molto caro all’artista, è espresso dall’intenso sguardo di dolore  del padre che accosta il suo viso a quello del figlio morto.

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L’ImpressionismoQuando ancora l’Impressionismo veniva visto con diffidenza, Sir Hug Lane iniziò a difenderlo promuovendone l’acquisto delle opere. Così nacque il nucleo delle opere francesi di Johannesburg Art. Ci sfilano davani opere di Corot, in “Paesaggio”, i cui riflessi dell’acqua contrastano con la cupa vegetazione , contro un cielo chiarissimo, “il Bouquet! variopinto di Latour e le acque ricche di riflessi di “La Senna al Pont de Sully”, di Guillaumin. Incantevole spicca la “Scogliera” di Gustave Courbet”, il maestro del Realismo, appartenente al  periodo preimpressionista, in cui tutto veniva rappresentato come fisicamente reale: le acque, la scogliera, le barche…Significativo è il profilo di “Testa di orfano con il cilindro” di Vincent Van Gogh, dallo sguardo  amaro e il profilo caratteristico del naso, tratteggiato con carboncino. Gli Impressionisti si stavano già affermando, quando egli venne per qualche tempo a Parigi, prima di partire per la Provenza. Le”Bagnanti” di Cezanne spezzano con lo stile che li aveva preceduti, così come le “Due ballerine” di Degas, appena accennate da alcune pennellate nei movimenti e la gestualità….Di Pizzarro è invece il paesaggio”Mattino Soleggiato”, dai colori vivi della campagna verdeggiante nei primi giorni d’autunno, come il giallo e il rosso di alberi e cespugli, e dei tetti delle case contadine.

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Con Signac si instaura un nuovo linguaggio impressionista: il “pointillisme”, una” fitta trama di puntini di colore”, che sarà l’occhio dello spettatore a unire seondo le teorie della scienza visiva. Così egli realizzò “La Rochelle”, che si riflette nelle acque insieme alle barche a vela variopinte...Morillol disegnò e dipinse donne in tutti i modi, mentre Vouillard tratteggiò, in”Lampade in un interno”, la vita nel salotto di una casa borghese, con poche pennellate e figure senza volto…

Il Novecento: le Avanguardie

Siamo entrati nel 1900. La pittura è sempre meno disegnata e più tratteggiata, dipinta. Pierre Bonnard lo rivela nelle piccole sottili figure di passanti appena accennati in “Boulevards”, mentre esplodono  i suoi colori in “Tramonto primaverile”, verde e luminoso... Derain negli anni’30 rivela la trasformazione femminile in “Ritratto di una giovane donna dai capelli rossi”, dal taglio più moderno che sfiora le spalle, gli occhi neri che vorrebbero comprendere la realtà…Magnifico è “Inondazioni” di De Vlaminek, dal cielo movimentato di nuvole che si riflettono nelle acque.

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Nel Novecento Lady Philipps alle opere contemporanee  preferiva quelle del passato . Tuttavia con donazioni successive sopraggiunsero i dipinti delle Avanguardie da Picasso a Matisse, fino agli Americani della seconda metà del XX° secolo.  Picasso voleva trovare la purezza della creatività infantile : dopo “Busto in stile moderno“eccolo dunque in “Testa di Arlecchino”. Con una linea sottilissima,  Modigliani ritrasse “Madame Van Muyden” : inaudita è l’abilità nel raffigurare l’espressione e la personalità in così pochi tratti...Di Warhol, in tre versioni(rossa, nera, bianca) si distingue “Joseph Denys”, dallo sguardo quasi smarrito.

Il Sud Africa.

Un’oasi lungo il cammino, un edificio splendido là fuori, circondato da un giardino in armonia con lo stile del palazzo, promessa di giardini all’inglese e tesori artistici…” Mad Summer: è bellissima in questo ritratto del 1936, nel suo impermeabile bianco, pura nei lineamenti , lo sguardo diretto e profondo, e il grande cappello di paglia….,accanto, un tavolo variopinto di frutta e la modella. E’ lei, come una delicata fata o un candido angelo, a introdurci in questa sezione per anni rimasta spoglia, contro le nobili intenzioni di Lady Philipps. Oggi invece, finalmente il Johannesburg Art è ricco di notevoli opere di artisti africani, con un archivio e un biblioteca  su questa sezione .

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Tra i più belli è “Mi dispiace signora” di George Pemba, un volto stupendo di donna africana, con un nastro rosa sui capelli neri e una giacca rossa, i lineamenti alteri e gli occhi abbassati, come chiusa nel suo dolore. Altrettanto bello è il “Ritratto di Kalie” di Maggie Laubser, dalla folta capigliatura scura e i grandi espressivi occhi neri, tanto bello da stonare con la brutta casacca a quadri… Dopo gli inquietanti volti di “Misure della città” di  Mvui, che paiono composti di cubi, ci si sorprende davanti alla grande tela dei “Musicisti Bahutu” di Irma Stern, volti un po’ angolosi, che suonano corni di ogni specie. Dà luce invece il quadro di “Mele verdi” della stessa artista, reso vivo dal giallo  e l’arancio degli splendidi fiori, accanto alle tinte tenui della frutta.

Irma Stern, nacque nel Transvaal, in Sud Africa nel 1894, da una famiglia di ebrei tedeschi emigrati, ragione per cui tornò in Europa, dove frequentò l’ambiente degli Espressionisti. Così, quandò raggiunse di nuovo il Sud Africa, impiegò più tempo per affermarsi. Eppure la sua formazione “multiculturale”, tra il vecchio continente e quello africano si rivelò estremamente interessante, riflettendosi anche nei suoi dipinti.

Espressivo, ma triste è il suo “Ritratto di giovane donna”, dagli occhi e la bocca stretti in uno sguardo chiuso, realizzato, forse, ancora prima della sua più completa affermazione.

Grazia Paganuzzi

 

Sono una giornalista pubblicista dal 1991 laureata in Pedagogia, specializzata in turismo culturale: antichi centri storici e borghi d'arte, residenze d'epoca, castelli, mostre d'arte, storia e musica... Ho viaggiato in Italia, Area Mediterranea, Europa e Centr'America. Ho un mio sito: "voyagedart.com".
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