Dal passaporto Covid al Digital Green Pass, garantirà sicurezza per i viaggi e privacy

Dal passaporto Covid al Digital Green Pass, uno strumento per favorire spostamenti e ritorno alla normalità che rappresenta una forte sfida europea

La presidente Ursula Von Der Leyen ha scritto sui social network che la Commissione Europea è al lavoro per creare il Digital Green Pass, tramite una proposta legislativa volta a tutelare la privacy, istituendo uno strumento importantissimo. Si vuole arrivare ad un passaporto Covid che contiene tutte le informazioni necessarie dei cittadini durante i loro spostamenti in Europa e nel mondo.

Il passaporto Covid free, di cui noi abbiamo scritto tempo fa raccontando delle proteste dei ristoratori, è stato già adottato in una formula ampia e ad uso interno o regionale da paesi come Israele, paesi con una campagna vaccini fortemente avanti.

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L’obiettivo del Digital Green Pass

Il Digital Green Pass avrà proprio questo obiettivo, fornire la prova che una persona è stata vaccinata; dare i risultati dei test per coloro che ancora non sono stati vaccinati e anche dare informazioni sulla guarigione dalla Covid-19. Si tratta di una grande sfida perché allo stesso tempo si deve garantire protezione dei dati e sicurezza per la privacy. Si dovrà quindi creare uno strumento che faciliti la vita degli europei e che consenta gli spostamenti in sicurezza per lavoro, studio e turismo.

17 marzo, una data da segnare in Commissione Europea

La proposta legislativa per il Digital Green Pass sarà fatta il 17 marzo, lo ha dichiarato in videoconferenza stampa il vicepresidente Margaritis Schinas. “Per tempi straordinari servono strumenti straordinari” ha affermato Schinas, “siamo lieti che ci sia accordo tra i leader sulla necessità di accelerare questo lavoro”.

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L’Unione Europea e il pericolo di altre pandemie

Negli ultimi interventi non si è parlato solo di viaggi e turismo ma anche di “un’era della pandemie” a cui l’Europa deve essere preparata con le sue strutture mediche. Lo ha chiarito Ursula Von der Leyen in un’intervista al Financial Times, i piani vaccinali dovranno essere rafforzati prendendo spunto anche da altre malattie recenti gravi che hanno colpito l’Europa o altre aree nel mondo.

L’Europa è determinata a rafforzare la propria capacità di produrre vaccini. Stiamo entrando in un’era delle pandemie. Se si guarda a quanto è accaduto negli ultimi anni, con l’Hiv, Ebola, Mers e Sars, quelle erano epidemie che potevano essere contenute, ma non possiamo pensare che sia tutto finito una volta superato il Covid-19. Il rischio resta.”

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Iole Di Cristofalo
Iole Di Cristofalo
Articolista e web copywriter