Nunzio Palumbo, così si era fatto chiamare il latitante a cui davano la caccia da tempo le forze dell’ordine di Napoli. In realtà, quel suo inconfondibile accento napoletano, è riuscito a nascondersi insieme ad Antonio Cuozzo Nasti all’anagrafe, per ben 8 anni.
Una speciale operazione della Dia, in collaborazione con il servizio di cooperazione Internazionale di Polizia e gli agenti della Polizia Nazionale Francese. La cooperazione di queste forze armate, hanno portato all’arresto di un affiliato vicino al clan Mallardo, in latitanza dal lontano 2014: Il Cuozzo-Nasti, era originario di Gagliano di Napoli, e gli inquirenti lo avevano condannato ad una pena di 16 anni di reclusione. Una reclusione mai iniziata.
Al napoletano, nel 2014 sono stati contestati diversi reati tra cui rapina, ricettazione e porto illegale di armi.
Antonio ha preso l’identità di Nunzio Palumbo ed ha affascinato le rive dell’America latina, con le sue prelibatezze culinarie. Difatti, il campano latitante, lavorava in un Hotel a 5 stelle.
Il sogno americano di Nunzio, però, è finito stamane quando è stato tratto in arresto.
Scortato in carcere dagli agenti del nucleo di Gagliano di Napoli, l’uomo dovrà scontare sicuramente più di 5 anni per possesso di documenti falsi.











