Decapitato il giornalista Evany Josè Metzker

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Torturato e decapitato il giornalista 67enne Evany Josè Metzker, aveva denunciato il traffico di droga e la prostituzione minorile presenti nella regione in cui viveva.

Metzker aveva scelto di vivere nella zona di Valle di Jequitinhonha, una tra le più povere del Brasile, dove scriveva sul suo blog, ‘Coruja do Vale’, in cui denunciava la criminalità organizzata, la corruzione nell’amministrazione pubblica, i narcos e i casi di pedofilia. Cosa del tutto normale in un luogo in cui la povertà è lo spettro della sopravvivenza alla condizione di miseria, tranne per Metzker, un uomo alla ricerca di verità e giustizia.

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Evany Josè Metzker non era un cronista d’assalto, lui era un professionista che andava fino in fondo nel suo lavoro senza lasciare nulla al caso, amante della legalità, anche a pagarla a caro prezzo con la propria morte.

“Sicuramente avrà dato del filo da torcere a qualche potente di turno”. Parole della moglie della vittima, Hilma Chaves Silva Borges, una donna che cerca verità celando le lacrime per l’accaduto.

Il corpo, seminudo e decapitato, in avanzato stato di decomposizione, è stato ritrovato nella zona rurale di Padre Paraiso, un piccolo comune nello Stato di Minas Gerais (sud-est).

Gli investigatori, guidati dal commissario Fabricia Nunes Noronha, non escludono la pista del crimine passionale, come nei migliori film a sfondo romantico.