Il degrado di Roma: per Muccino è “la grande tristezza”

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Il degrado di Roma fa indignare, ed infuriare, un altro romano doc. Dopo Alessandro Gassmann (che su Twitter ha promosso l’iniziativa #romasonoio), anche Gabriele Muccino sceglie i social network  per parlare dei problemi della città.

Il regista, però, non invita i suoi concittadini a darsi da fare (“Armiamoci di scopa, raccoglitore e busta per la mondezza e ripuliamo ognuno il proprio angoletto della città”, aveva invitato Gassmann), ma attacca duramente il sindaco Ignazio Marino e su Twitter scrive: “Innamorato della mia città splendida ma offesa, divorata e saccheggiata, chiedo al #sindaco @ignaziomarino la dignità di ridarcela indietro”. Cinguetta poi: “Un sindaco faccia il sindaco. Non si chiuda nel surgelatore aspettando che la tempesta sia passata. Governi. Oppure vada a casa”.

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Per Muccino, parafrasando il film di Paolo Sorrentino, ormai Roma sarebbe diventata la città della “grande tristezza”.  Il regista, amareggiato, denuncia il degrado di Roma postando anche delle foto che immortalano una città ben diversa da quella descritta dal premio Oscar. Il regista di “L’ultimo bacio” in proposito scrive: “Fontana di Trevi era così. Poi è arrivato @ignaziomarino e l’ha trasformata in questo degrado. Un genio. #terzomondo”.

Muccino, arrabbiato, boccia dunque l’operato di Marino e, a caratteri cubitali scrive: “#ignaziomarinoacasa Roma merita di più. Più di tutto“.

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