Docente aggredita al viso da uno studente

Un 17enne ferisce la sua insegnante con un coltellino

Purtroppo ancora una volta  episodi di violenza all’interno di un edificio scolastico è successo  a Santa Maria a Vico, in provincia di Caserta  quando  ieri mattina, nell’istituto tecnico commerciale Bachelet-Majorano, un alunno di diciassette anni ha tirato fuori un coltello e ha aggredito la sua professoressa di italiano. I ragazzi spaventati dal gesto folle del ragazzino sono rimasti immobili.

La professoressa  in questione Franca di Blasio 54enne è stata trasportata all’ospedale di Maddaloni con prognosi di 15 giorni. Attualmente il ragazzo è in stato di fermo per lesioni gravi, ma ancora non ha chiarito bene il motivo del gesto ai carabinieri.   Il ragazzo sembra  sia entrato a scuola con un coltello a serramanico in tasca.  Tutto è cominciato quando la docente ha interrogato il ragazzo ma egli si sarebbe rifiutato dicendo di non sentirsi bene e di andare in bagno.  A quel punto la professoressa gli ha messo una nota per il suo comportamento, ma il 17enne ha reagito bruscamente urlando contro la donna.  Cosi ha tirato fuori il coltello e l’ha colpita alla guancia.

I compagni condannano il gesto

I compagni di classe hanno condannato da subito il gesto pubblicamente hanno scritto sul sito  facebook della scuola  “condanniamo l’atto di violenza di cui si è reso protagonista uno studente del nostro istituto“.  Anche il  ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli ha espresso il suo sdegno per questo gesto ha affermato  «È gravissimo. È inaccettabile il fatto stesso che lo studente sia andato a scuola portando con sé un coltellino». Ma non è il primo caso recentemente a Cagliari una docente ha rimproverato un 14 enne che usava il cellulare, anche in questo caso il ragazzo ha reagito colpendo la prof con un pugno al viso. Le aggressioni stanno aumentando e purtroppo molte volte la violenza viene esercitata soprattutto dai genitori. In provincia di Cosenza, una professoressa richiama un’alunna di sedici anni per il suo abbigliamento. lei immediatamente corre a chiamare la madre che interviene con spintoni e urla contro l’insegnante.

Altri casi si sono verificati

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Un altro caso si è verificato ad Avola, in provincia di Siracusa, per avere rimproverato un alunno di 12 anni, un professore di educazione fisica è finito in ospedale con una costola rotta. A prenderlo a calci e pugni, davanti ad altri studenti, sono stati i genitori del ragazzino, che dopo il rimprovero li ha avvertiti. Solo l’intervento di altri docenti, che se la sono cavata con qualche graffio e occhiali rotti, ha evitato il peggio.  Un fenomeno che dilaga in tutta Italia. In quale altro posto di lavoro la dignità umana e professionale è così calpestata e miseramente derisa? Se lo è chiesto un professore di lettere di Taranto, Gianluca Lovreglio, che ha creato un sito, chiamato significativamente «Scuola violenta».

In poche settimane sono stati pubblicati tantissimi fatti e video, come quello dell’alunno che con incredibile naturalezza entra in aula e si cala i pantaloni davanti alla professoressa. E tutti giù a ridere. Bisognerebbe tornare all’insegnamento di qualche decennio fà dove i professori erano rispettati e le regole erano severe ma giuste.

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