Dei cantieri della TAV in Val Susa si dà sempre risalto al movimento che rifiuta la costruzione del passaggio del Treno ad Alta Velocità. La giornata di oggi ha visto invece due manifestazioni parallele per il no e per il sì.
Insieme agli attacchi da parte dei No Tav contro le forze dell’ordine e il tentativo di forzare i cancelli dei cantieri già attivi, i media raccontano il contrasto interno nella cittadina.
Sui cantieri della Val Susa, due manifestazioni parallele
Iniziamo dai Sì Tav che si sono riuniti in Piazza Castello a Torino. Invece i No Tav hanno organizzato un corteo a Giaglione per protestare contro l’ultima ordinanza prefettizia per allargare un cantiere dove presto riprenderanno i lavori.
Le parole di Mino Giachino, Sì Tav. La risposta di Francesca Fredani M5S
Come referente dei Sì Tav ha parlato Mino Giachino, la Stampa riporta questa dichiarazione. “Siamo scesi in piazza per ribadire che la Tav è un’opera fondamentale. Torneremo a farci sentire massicciamente quando l’emergenza Covid sarà terminata. Torino sarà bellissima se ci sarà lavoro e speranza per tutti. Altrimenti sarà bellissima solo per quella parte di città che sta bene.”
Secca la risposta di Francesca Fredani, consigliera regionale del M5S, contraria all’opera e in linea con le posizione storiche del partito, iniziando da Grillo. Frediano ha detto “A Giachino e alle madamine consiglio di andare a fare shopping, oggi, sarebbe senz’altro un aiuto migliore per l’economia piemontese“.
La voce del sindaco di Giaglione, una militarizzazione
I No Tav erano centinaia alla manifestazione di Giaglione, prima di iniziare il corteo si sono riuniti in un campo sportivo per un’assemblea, da lì poi si sono diretti verso il cantiere di Chiomonte.
Il sindaco di Giaglione, Marco Rey, nei giorni scorsi aveva commentato negativamente l’ordinanza prefettizia: “Ci siamo svegliati con un paese militarizzato e piantonato a ogni via di accesso dalle forze dell’ordine. Difficile sentirsi ospiti indesiderati a casa propria“.
Scontro tra manifestanti No Tav incappucciati e polizia
Dal corteo No Tav, composto da molte persone si è separato un gruppo di 250 attivisti incappucciati, hanno lanciato petardi e bombe carta contro i reparti mobili delle forze dell’ordine dividendosi in tre gruppi, tra sentieri e boschi della Clarea.
Le forze dell’ordine composte da polizia e carabinieri hanno risposto con gas lacrimogeni, alcuni agenti sono stati feriti. L’obiettivo dell’area oltranzista dei No Tav è quello di raggiungere le recinzioni del cantiere di Chiomonte.











