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Emergenza gas e prezzi alle stelle

Stangata in arrivo, l'esplosione in Austria infiamma i prezzi del gas

L’esplosione a Baumgarten an der March, in Austria, uno dei principali hub energetici europei e la rispettiva impennata dei prezzi del gas

L’incidente al Gas Connect, collegato al gasdotto Tag in Austria, potrebbe avere delle conseguenze alquanto negative per le bollette dei consumatori italiani.

Le prevedibili conseguenze e gli aumenti in bolletta

Delle conseguenze che, oltre a essere negative sulle bollette, possono essere definite, anche, prevedibili, poiché i costi del gas sul mercato “spot” (dove si fa il prezzo giorno per giorno, con cui si calcola ogni tre mesi anche la variazione della tariffa) dopo l’incidente sono cresciuti del 90% (e, già ancor prima, si erano impennati per l’improvvisa ondata di gelo).

La posizione dell’Italia

Non potendo toccare più di tanto gli stoccaggi – da lasciare per i mesi con maggiore fabbisogno di gennaio e febbraio – l’Italia dovrà acquistare sul mercato del giorno per giorno, collaborando all’aumento della domanda e quindi, di conseguenza, dei prezzi.

Il ministro Calenda dichiara lo stato di emergenza e aggiunge: “Urge il Tap”

Il ministro Calenda, dopo aver dichiarato lo stato di emergenza, ha espresso l’importanza di un’alternativa come il Tap, il gasdotto Trans-adriatico – il quale era stato contestato per l’impatto dell’approdo in Puglia – che dovrebbe portare in Italia gas naturale proveniente dall’area del Mar Caspio.

Con l’esplosione in Austria – commenta il ministro Calenda – abbiamo un problema serio. Il gasdotto Tap serve a questo – asserisce con estrema convinzione – se avessimo il Tap non dovremmo dichiarare lo stato d’emergenza“.

Tap? No, grazie! L’eurodeputata del Movimento 5 Stelle, Rosa D’amato, replica a Calenda

L’eurodeputata del Movimento 5 Stelle, Rosa D’Amato, commenta lo scoppio avvenuto alla stazione di compressione gas di Baumgarten an der March, in Austria: “L’incidente all’impianto di gas in Austria mette a nudo tutte le debolezze della strategia energetica dell’Italia. I gasdotti come il Tap e l’EastMed non solo favoriscono l’inquinamento, ma sono anche insicuri e rischiosi, per questo bisogna puntare sul potenziamento delle fonti rinnovabili. E’ bastato un incidente in un punto del gasdotto che dalla Russia porta il gas all’Italia – prosegue – per far cadere il nostro Paese in uno stato di emergenza. Basterebbe questo a porre un freno a tutti i propositi di nuovi gasdotti a cui sta lavorando il governo, a partire dal Tap – esplica fermamente l’eurodeputata in una nota – non è diversificando le fonti di approvvigionamento di gas, come sta speculando in queste ore il ministro Carlo Calenda, che risolveremo i nostri problemi energetici.

A Calenda segnalo poi che l’impianto in cui è avvenuto l’incidente – sottolinea la D’Amato – è gestito dall’italiana Snam, la stessa che si sta occupando di portare il Tap in Puglia. Una coincidenza non certo rassicurante“, conclude D’Amato che, intanto, ha scritto al commissario Ue al Clima Miguel Arias Canete per “denunciare i rischi connessi al Tap e le probabili violazioni delle norme Ue in tema di valutazione di impatto ambientale“.

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